24 Febbraio 2010

Concorrenza sleale tra Pompe Funebri

Rischia di allargarsi l’ inchiesta della Procura sugli episodi di concorrenza sleale che riguardano le imprese di pompe funebri e i rapporti che queste mantengono con la camera mortuaria dell’ ospedale di Imperia. Secondo quanto contenuto in una denuncia presentata alla Guardia di finanza dal familiare di una persona scomparsa di recente, c’ è chi, tra il personale sanitario, favorirebbe un’ agenzia piuttosto di un’ altra. Indagata per abuso d’ ufficio è per adesso un’ infermiera, la quale, alla persona che ha firmato la denuncia e che aveva da poco avuto un grave lutto in famiglia, aveva sottoposto un modulo prestampato con accanto il nome dell’ impresa di onoranze funebri a cui avrebbe dovuto rivolgersi. Un’ iniziativa che va contro le disposizioni prese a suo tempo dalla direzione sanitaria e che prevedono che ai parenti del caro estinto sia fatta esaminare una lista con tutte le società in attività a Imperia. La scelta spetta solo a loro. Un caso analogo era già accaduto 4 anni fa, ma all’ epoca la denuncia era stata presentata da una delle ditte che si ritenevano svantaggiate. L’ indagine era nelle mani dei carabinieri: non si è saputo più nulla. Le stesse imprese di pompe funebri tornano alla carica, alcune tirandosi fuori da quest’ ultima storia: «Non siamo noi coinvolte nell’ indagine della Finanza – tengono a precisare Giancarlo Terrone, titolare dell’ omonima agenzia e Davide Bertolaso, collega de Le Palme – Sono anni anzi che ci lamentiamo per il comportamento scorretto di alcuni colleghi che agiscono in modo spregiudicato. Sta di fatto che da qualche tempo con l’ ospedale non lavoriamo più con la stessa intensità del passato. Ora questa inchiesta che getta nuova luce su certi nostri sospetti già manifestati: c’ è chi indirizza i familiari dei defunti. Noi si lavora solo con persone che già ci conoscono e che ci danno la loro fiducia. Perchè questi favoritismi nei confronti di altri? Non spetta a noi dirlo: speriamo solo che venga fatta chiarezza dalla magistratura». Intanto anche l’ Asl ha intenzione di avviare un’ indagine interna non appena riceverà i primi atti degli accertamenti da parte delle Fiamme Gialle. A operare sono i detective del Nucleo mobile della Compagnia, diretti in questo frangente dal colonnello Alessandro Mastrogregori (il capitano Marco Sandri è a un corso a Roma). Sentiranno coloro che di recente hanno avuto un lutto in famiglia chiedendo loro se abbiano ricevuto pressioni all’ atto di incaricare una ditta di servizi funebri. Ieri il telefono del procuratore Di Mattei ha ricevuto più di una telefonata preoccupata da parte dei vertici dell’ Asl. Alla direzione sanitaria dicono di non aver avuto sentore di nulla. Giusto un paio di mesi fa, durante uno degli incontri relativi all’ organizzazione del lavoro tenuti a Bussana si era ribaditala necessità di affidarsi a procedure rigide in materia di rapporti tra personale e impresari di pompe funebri: non si possono suggerire nominativi, neppure a voce; figuriamoci con moduli prestampati che recano il nome e l’ indirizzo della ditta prescelta. Secondo il Codacons, il giro d’ affari dei funerali in Italia è sui 3,5 miliardi di euro all’ anno. Mediamente il costo di un funerale, esclusi loculi e servizi cimiteriali, varia dai 1.900 ai 4.000 euro, a seconda della zona e dei servizi. Per il Codacons, l’ 85% delle famiglie cui è proposto un funerale pochi minuti dopo la morte di un proprio caro, accetta immediatamente le offerte delle agenzie funebri senza confrontare le tariffe praticate da altri.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this