3 Agosto 2017

Concorrenza, sì dopo 3 anni

 

ROMA Dopo oltre due anni all’ esame del Parlamento, il disegno di legge sulla concorrenza è stato approvato. Tra stop e rinvii, il ddl ha avuto un percorso tortuoso, chiuso ieri dal voto di fiducia del Senato in quarta lettura (146 favorevoli, 113 contrari). Se il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha parlato soddisfatto di un «impegno mantenuto», anche il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha definito questa approvazione un «segnale di serietà» per il Paese. In circa 900 giorni di iter parlamentare, il ddl è sopravvissuto a un cambio di ministro competente (il ddl era stato presentato da Federica Guidi, dimessasi a marzo del 2016), a diverse elezioni amministrative e al referendum costituzionale del dicembre scorso. Nonostante i vari incagli, la legge è riuscita a vedere la luce introducendo novità su assicurazioni, professioni, energia, comunicazioni, ambiente, trasporti, turismo, poste, banche e farmacie con l’ obiettivo, sempre secondo Calenda, «di stimolare la crescita, la produttività e consentire ai consumatori di avere accesso a beni e servizi a minor costo». Anche l’ autorità Antitrust si è mostrata soddi-sfatta, sebbene abbia consigliato per la prossima volta di riflettere sull’ utilizzo di uno strumento «più rapido e incisivo», magari mirato su singoli settori rispetto al testo approvato dal Senato. Critiche, invece, le associazioni dei consumatori. Per l’ Unione nazionale dei consumatori basterebbe la fine del mercato tutelato nel settore dell’ energia per esprimere un giudizio negativo, «considerato che non vi può essere alcuna concorrenza fino a che, per la luce, i primi cinque operatori detengono l’ 87,8% del settore domestico e per il gas i primi tre gruppi controllano il 44,8% del mercato». La stessa misura, secondo il Codacons, porterà aggravi di costi per le famiglie, mentre per Federconsumatori consegnerà i cittadini «in pasto a un mercato libero in cui non vi è la minima ombra di competitività e convenienza ». Elio Lannutti di Adusbef parla di legge scritta «sotto dettatura delle lobby», che si tradurrà in rincari tariffari di 150 euro l’ anno per i cittadini. Ecco alcune delle principali misure: Assicurazioni. Obbligo di praticare sconti significativi sulla polizza assicurativa a chi sottoscrive clausole anti-frode, con costo della scatola nera a carico dell’ assicuratore. Le compagnie sono tenute alla massima trasparenza su costi e risarcimenti. Reintrodotto il tacito rinnovo. Energia. Piena liberalizzazione del mercato dell’ energia elettrica e del gas dal 1° luglio 2019, con portale pubblico per comparare prezzi e offerte commerciali. Farmacie. Piena liberalizzazione degli orari, fatti salvi gli obblighi di apertura. Eliminato il tetto di massimo quattro farmacie per farmacista. Notai. Aumenta il numero di notai da uno ogni 7mila abitanti a uno ogni 5mila. Trasporti. Nuove regole per promuovere la concorrenza nel settore di taxi e Ncc. E obbligo di servire biglietteria elettronica per tutti i servizi di trasporto pubblico locali. Poste. Dal 10 settembre stop alla riserva legale in favore di Poste italiane sulla consegna di atti giudiziari e notifica multe. RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio carucci

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