22 Novembre 2006

CONCORRENZA: ECCO TUTTI I SETTORI A RISCHIO!!

    L?ITALIA SUBISCE FORTI RIALZI DI PREZZI E TARIFFE. IL GOVERNO INTERVENGA SUBITO. ESPOSTO DEL CODACONS ALL?ANTITRUST L?ASSOCIAZIONE PROPONE UN UFFICIO DI COORDINAMENTO TRA I VARI MINISTERI, GUIDATO DA MILENA GABANELLI DI REPORT, PER AVVIARE INIZIATIVE A FAVORE DELLA CONCORRENZA

    Un lungo elenco di situazioni e settori caratterizzati da carenza di concorrenza tra operatori, finito sul tavolo dell?Antitrust. Questo il documento presentato oggi dal Presidente Codacons Carlo Rienzi durante il suo intervento al convegno organizzato a Roma da Confimprese con il patrocinio del Cnel, dal titolo ?Liberalizzare: una grande opportunità?.

    Mancanza di concorrenza che si traduce in un maggior esborso per le famiglie a causa delle ripercussioni su prezzi, tariffe e bollette varie.
    ?Nonostante il recente Decreto Bersani sulle liberalizzazioni ? ha spiegato Rienzi – da diverse settimane è in atto un diffuso, arbitrario ed illecito tentativo di aggirare le norme ormai imperative contenute nella legge, con il malcelato obiettivo di mantenere le odiose posizioni di rendita degli ordini professionali e le concentrazioni dei servizi nelle mani dei (pochi) poteri forti. Per questo oggi abbiamo proposto al Governo l?istituzione di un ufficio di coordinamento tra i vari ministeri, finalizzato ad avviare iniziative a favore della concorrenza. Ufficio alla cui guida vedremmo bene la giornalista Milena Gabanelli di Report?.


    Ecco nel dettaglio lo studio sulla concorrenza realizzato dal Codacons e presentato oggi.


    Farmacie

    Il decreto Bersani consente di vendere nei supermercati prodotti parafarmaceutici, farmaci da banco e da automedicazione. Tuttavia numerose segnalazioni provenienti dagli esercenti l?attività di vendita di prodotti farmaceutici e parafarmaceutici evidenziano il tentativo evidente, da parte delle aziende farmaceutiche, di impedire la realizzazione degli effetti perseguiti dalla recente legge Bersani. Diversi distributori intermedi, infatti, attraverso giustificazioni “fantasiose“ ed attestazioni di fedeltà al canale farmacia stanno negando o rinviando la fornitura di farmaci.


    Assicurazioni


    Il Decreto Bersani in materia sopprime l`esclusiva dell`agente di assicurazioni (che diventa plurimandatario) e consente al consumatore di scegliere fra varie proposte di diverse compagnie e intermediari. Le Assicurazioni hanno fortemente criticato il decreto, mancando di considerare la sempre promessa ma mai effettuata diminuzione delle tariffe, nonostante una diminuita sinistrosità anche per effetto di significativi provvedimenti legislativi, quali il nuovo sistema di patente a punti e l?obbligo del casco sulle 2 ruote. Negli ultimi 2 anni si è abbattuta una vera stangata sulle tasche degli automobilisti, con i costi dell?assicurazione ?Responsabilità civile? che hanno subito aumenti record fino al 59%.

    Il problema della mancanza di concorrenza tra le assicurazioni auto in Italia è dovuto anche all?assenza della figura del broker, colui, cioè, che propone al cliente i vari prodotti tra cui è possibile scegliere, spezzando la figura dell?agente monomandatario.
    Teoricamente il Decreto Bersani va proprio in tale direzione anche se è indispensabile approfondire la reale adesione delle Compagnie assicurative alle nuove regole di concorrenza.


    Banche


    Dove il Decreto Bersani prevede il diritto dei correntisti a chiudere il conto senza spese di chiusura o l`applicazione di penalità, l`Abi ?suggerisce? che alcune tipologie come le spese per il trasferimento titoli non debbano considerarsi spese di chiusura. Al fine di individuare dove si annida un deficit di concorrenza nel sistema bancario italiano occorre l?analisi di quegli aspetti di organizzazione del settore che, influenzando le interrelazioni tra le banche, favoriscono comportamenti collusivi o l?offerta di prodotti bancari assai scadenti e a redditività zero, come le diffusissime unit-linked.


    Telefonia


    In Italia il prezzo di terminazione (cioè l?introito dell?operatore fisso sulle chiamate fisso-mobile) praticato dagli operatori alternativi è più alto di quello applicabile da Telecom Italia: 1,54 euro cent al minuto contro 0,41 euro cent al minuto. Tale divario tra operatori alternativi e monopolista è il più alto d?Europa. Oggi l?utente si vede sostanzialmente preclusa la strada verso operatori alternativi, diversi da Telecom, con conseguenti aggravi di costi e di efficienza per i consumatori, così da rendere necessario un costante monitoraggio delle tariffe, con l?obiettivo di una progressiva diminuzione.


    Trasporto aereo (Roma-Milano)


    Chiunque desideri viaggiare in aereo, per lavoro o per motivi personali, tra Milano Linate e Roma, troverà solo l?offerta di 2 compagnie aeree: Alitalia ed AirOne. Avrà un?ampia scelta di voli, in qualsiasi ora ma, molto probabilmente, una scarsissima offerta di tariffe promozionali; i prezzi saranno mediamente simili a quelli di un volo intercontinentale della durata di oltre 8 ore.

    Appare evidente come un miglioramento delle condizioni di concorrenza nel più importante collegamento di trasporto aereo europeo potrebbe certamente contribuire, senza sacrifici per i cittadini e per le imprese, a favorire la ripresa economica del Paese.



    Ortofrutta


    La frutta e la verdura si allontanano sempre di più dalle nostre tavole. I prezzi troppo alti e l?etichetta d?origine poco chiara sono alcuni dei motivi dell?inarrestabile crollo. Non secondario, poi, il problema dell?invasione (soprattutto dalla Spagna) di prodotti stranieri, davanti ai quali gli italiani mostrano molta diffidenza. Ad incidere pesantemente sul prezzo di frutta e verdura sono le fasi del percorso della filiera (ingrosso, dettaglio), con i ?gonfiati? costi di trasporto, logistici, degli imballaggi e i relativi ricavi dei vari operatori. Sono elementi che confermano tutte le inefficienze e i comportamenti speculativi che si registrano nella filiera che, nel caso specifico dell?ortofrutta, è sempre più lunga e complicata. Altri due elementi che hanno pesato sul calo dei consumi di ortofrutta sono la poca chiarezza dell?origine del prodotto e il fatto che la pur legittima concorrenza degli altri Paesi ha aumentato le importazioni, senza che le esportazioni compensassero a sufficienza l?import dei prodotti dall?estero.


    Libri di testo


    Secondo alcune stime, la spesa media annua dei libri di testo (a studente) oscilla tra i 290 e i 700? a seconda dell?indirizzo di studio. Una cifra pressoché esorbitante per le famiglie italiane. Inoltre la differenziazione eccessiva dei testi scolastici, che consente di adottare testi diversi anche per classi parallele dello stesso corso, favorisce gli aumenti, spesso consentendo un eccessiva confidenzialità tra docenti ed agenti librari, anche in senso anticoncorrenziale.


    Affitti


    Uno studio diffuso dal Sole 24 Ore (maggio 2006) dimostra come negli ultimi 12 anni in Italia il livello degli affitti sia cresciuto enormemente, portando il paese ai vertici europei del caro-affitto. Tra i gravi rischi nel settore, c?è quello di favorire tendenze speculative nel mercato immobiliare, già verificatesi in passato, mentre i problemi più gravi restano irrisolti: il ?ricatto? all?inquilino della ?finita locazione?, le richieste di anticipi per la durata del contratto, i contratti capestro (comodato, uso foresterie, ecc.).


    Avvocati


    In materia di professioni il Decreto Bersani introduce, tra le novità di maggiore rilievo, l?abolizione delle tariffe minime e del divieto ?anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, ecc. Assai discutibile appare la forte resistenza del Consiglio nazionale Forense, organismo di rappresentanza istituzionale dell?avvocatura. In particolare la circolare n°22 C 2006 del Consiglio Nazionale Forense assume toni velatamente intimidatori. In primo luogo viene sottolineato, con enfasi inusuale, che le modifiche introdotte dalla ?Bersani? ?non si produrranno sul codice deontologico se non a decorrere dal 1 gennaio 2007? e che ??gli accordi tra il professionista e il cliente sono validi e producono effetti ai fini civilistici, ma dal punto di vista deontologico sono assoggettati al codice forense vigente fino al 1 gennaio 2007?. Con la conseguenza che uno stesso comportamento – consentito dalla ?Bersani?- è tuttavia sanzionabile in via disciplinare, sembra ?avvertire? l?intera categoria di avvocati (composta da circa 130.000 professionisti) sotto l?incombenza di sanzioni disciplinari.

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