17 Giugno 2009

Concorrenza? Di passi avanti ne sono stati fatti

Concorrenza? Di passi avanti ne sono stati fatti, ma, come il gambero, in troppi casi si è tornati indietro. La denunzia del Presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà è circostanziata e severa: nel mirino le banche, le assicurazioni,le farmacie. E, più in generale i monopoli che oppongono strenua resistenza a ogni riforma tendente ad abbattere le forme di protezionismo ancora presenti in molti settori della vita economica. «I costi della crisi non si riversino sui consumatori – ammonisce Catricalà nella relazione annuale presentata ieri – Perché ciò accada il Parlamento deve scoraggiare lo stillicidio di iniziative volte a restaurare gli equilibri del passato». Parole che rischiano di risuonare vane se si pensa allo svuotamento di fatto che è avvenuto della «class action», per la resistenza di pochi nei confronti delle associazioni dei consumatori le quali si sono battute come leoni affinché questo principio di civiltà giuridica entrasse subito in funzione e non venisse rinviato alle calende greche. In particolare oggi che gli esempi di violazione della concorrenza si sprecano: i tentativi di rimettere indietro le lancette dell’orologio per ripristinare il monopolio delle farmacie tradizionali dopo che in tre anni le circa 3mila parafarmacie aperte hanno praticato sconti compresi tra il 3% e il 22%. Le solite compagnie di assicurazioni, settore nel quale si sta subdolamente provando ad abrogare la facoltà oggi concessa agli utenti di recedere annualmente dal contratto. E naturalmente le banche, ancora una volta nel mirino per la poca trasparenza adottata nei confronti dei clienti, per «quelle prassi contrattuali troppo articolate e di difficile comprensione». Infine la cancellazione dei tetti antitrust per l’importazione di gas: un tema che solleva subito polemiche, con il top manager dell’Eni Paolo Scaroni il quale replica stizzito «in nessun Paese europeo ci sono questi tetti» e il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia che invece invita il governo a non contraddire Catricalà. Ecco il motivo per il quale nel corso del 2008 e nel primo quadrimestre del 2009 sono state comminate dall’Authority per la Concorrenza multe per 83 milioni. Grazie anche al fatto che l’anno scorso sono aumentate le denunce, ne sono giunte ben 3mila scritte, oltre che 15mila al call center. La partita delle liberalizzazioni si fa sempre più complessa man mano che prendono corpo nuovi settori dinamici dell’economia, dall’alta velocità, al digitale terrestre e satellitare, passando per la banda larga. Un solo, scontato passaggio sul conflitto d’interessi che «non può certo essere affrontato dall’Antitrust senza un atto di governo». E una proposta, interessante, che fa discutere: liberalizzare i servizi pubblici locali affidando alle Fondazioni bancarie un ruolo di primo piano nelle privatizzazioni degli stessi.  Esultano le associazioni dei consumatori, anche se il Codacons giudica «troppo morbido» il discorso di Catricalà nei confronti di Governo, Parlamento e Magistratura. Mentre l’Adiconsum gli chiede di aggiungere alle sanzioni il risarcimento ai consumatori. Gianfranco Fini, Presidente della Camera, sposa la tesi dell’Antitrust e ammonisce: «Dobbiamo mettere al riparo quanto fin qui acquisito in termini di liberalizzazioni da inopportuni tentativi di restaurazione». La relazione dell’Authority è l’ennesima occasione per far scoppiare la polemica politica: Pierluigi Bersani, responsabile economico del Pd ed ex ministro delle Attività produttive «padre» delle più recenti liberalizzazioni, chiede che il governo faccia dietro front sulla chiusura delle parafarmacie. I dipietristi, con Elio Lannutti, ex leader dei consumatori, giudicano soddisfacente la relazione. Mentre Gianluca Galletti, dell’Udc, attacca il presidente del Consiglio, «che da 15 anni annuncia la grande rivoluzione liberale, ma poi difende le piccole Iri locali, complice il ricatto politico della Lega». «È giunto il momento di liberalizzare i servizi pubblici locali – gli risponde il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri – Perché è lì che le consorterie di sinistra difendono gruppi di potere in contrasto con le esigenze dei cittadini».

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