22 Febbraio 2015

Concorrenza, coro di no «Vantaggi quasi nulli»

Concorrenza, coro di no «Vantaggi quasi nulli»
prese di posizioni
critiche e accuse alla “lenzuolata” sulle liberalizzazioni i
consumatori: «regali alle aziende». cisl: «colpo definitivo ai fondi
pensione»

di Andrea Di Stefano ROMA Offuscato dai decreti attuativi del jobs act venerdì il governo ha approvato anche il ddl concorrenza che ieri ha scatenato una ridda di reazioni negative sia dal mondo delle professioni che dalle associazioni dei consumatori. Interventi che secondo l’ ufficio studi della Cgia di Mestre sinora non hanno prodotto effetti reali per le tasche dei consumatori: a eccezione di medicinali e telefonia, nei settori che negli ultimi 20 anni sono stati interessati dal processo di apertura alla concorrenza, i prezzi e le tariffe sono aumentati in misura maggiore dell’ inflazione. Le liberalizzazioni rischiano di portare più costi per i consumatori. Lo evidenziano le associazioni a difesa degli utenti, che esprimono delusione e criticano diverse novità contenute nel provvedimento. A partire dall’ addio al mercato tutelato dell’ energia, che «rischia fortemente di essere esclusivamente un regalo» alle aziende, avvertono Adusbef e Federconsumatori. E l’ Unione nazionale dei consumatori fa notare che, secondo i dati dell’ Authority, chi è passato al mercato libero ha pagato prezzi superiori del 15-20% rispetto a quello tutelato. La situazione più «clamorosa», secondo la Cgia, è quella delle assicurazioni dei mezzi di trasporto: dal 1994 a oggi le tariffe sono aumentate del 189,3%, a fronte di un incremento dell’ inflazione del 50,1%. «In questi vent’ anni – dice l’ associazione – le assicurazioni sono aumentate 3,8 volte in più del costo della vita». Altrettanto preoccupante, continua la Cgia, è il quadro emerso dall’ analisi dei servizi bancari e finanziari. Sempre dal 1994 al 2014, le tariffe sono cresciute del 115,6%, mentre l’ inflazione del 50,1% pari a 2,3 volte in più. Anche i trasporti aerei, secondo le stime della Cgia, hanno fatto segnare un incremento dei prezzi molto consistente: tra il 1997 ed il 2014 sono aumentati del 71,7% contro un incremento del costo della vita del 41,5%. Dal 2000, anche il settore del trasporto ferroviario è stato aperto alle aziende private. Secondo la Cgia, i prezzi dei biglietti sono aumentati mediamente del 58,3%, a fronte di un incremento dell’ inflazione del 33,1%. A partire dal 2003, anno in cui ebbe inizio il processo di liberalizzazione, il settore del gas ha subito un ritocco all’ insù del prezzo medio del 43,2%: l’ inflazione, invece, è salita del 23,1%. I servizi postali, liberalizzati a partire dal 1999, hanno fatto registrare un incremento delle tariffe del 40,4%, mentre il costo della vita è salito del 36,5%. Sul fronte dei trasporti urbani, che hanno conosciuto l’ apertura del settore alle aziende private nel 2009, in appena cinque anni l’ aumento medio dei biglietti è stato del 27,3%, ma la dinamica dei prezzi è cresciuta del 9%. Proprio il rinvio della liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C nelle parafarmacie e nella grande distribuzione, secondo l’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori, fa perdere risparmi di circa 42 euro annui a famiglia mentre il ministro delle Salute ha rivendicato la decisione per la tutela della salute dei consumatori visto che nella fascia C si trovano anche gli psicofarmaci. Polemiche anche sulla portabilità dei contributi pensionistici: «è un colpo definitivo ai fondi pensioni contrattuali», secondo il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, «un grande regalo che il nostro governo fa a banche e assicurazioni». La pensa nello stesso modo il Codacons, organizzazione che tutela i diritti dei consumatori, sullo sconto previsto nel ddl per gli automobilisti, che scelgono di adottare la scatola nera sulla propria vettura, i cui costi di gestione ammonterebbero a 75 euro l’ anno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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