24 Settembre 2013

Concordia, udienza con sorpresa Il pg impugna i patteggiamenti

Concordia, udienza con sorpresa Il pg impugna i patteggiamenti

 

DAL NOSTRO INVIATOGROSSETO – Non se l’ aspettavano quelli che ieri erano al teatro Moderno di Grosseto che la procura generale impugnasse i cinque patteggiamenti, cioè il primo verdetto di condanna scritto sul disastro della Concordia. Qualcuno fra avvocati e magistrati, in aula per il processo a Francesco Schettino, uscendo ha anche chiesto ai giornalisti: «Ma siete sicuri? ». Sì, deciderà adesso la Cassazione se accogliere il ricorso delpg Tindari Baglione. Uno dei legali delle parti civili l’ ha buttata sull’ ironia: «Hanno raddrizzato la nave, adesso si raddrizza il processo ». Di fatto la procura generale fiorentina ha sollevato dubbi sull’ opportunità di concedere le attenuanti generiche ai cinque che hanno patteggiato (pena massima due anni e dieci mesi): si tratta degli ufficiali di bordo Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere Jacob Rusli Bin, il capo dell’ unità di crisi di Costa Roberto Ferrarini e Manrico Giampedroni, direttore dell’ hotel di bordo. «Abbiamo sostenuto da subito che quelle condanne erano troppo lievi» dice il professor Bruno Neri del Codacons. L’ associazione dei consumatori, in aula fra le parti civili, ha chiesto assieme ai legali dell’ ex comandante Schettino di poter svolgere una perizia sulla nave, insomma di tornare a bordo. «Vogliamo che vengano ispezionate macchine e dispositivi dai nostri esperti – ha detto l’ avvocato Francesco Pepe, del collegio del comandante – fino a questo momento si sono fatti accertamenti sulle strisce elettroniche, è come fare un’ autopsia senza toccare il corpo». Chissà se Schettino questa volta deciderà di tornare sulla nave. Quel che è certo è che ieri in aula ha seguito attentamente ogni passaggio intervenendo per la prima volta (in due momenti successivi) con dichiarazioni spontanee nella ricostruzione dell’ incidente. E’ tornato ad accusare il timoniere indonesiano colpevole di non aver eseguito il suo ordine: «Se non ci fosse stato l’ errore del timoniere, di non posizionare i timoni a sinistra, ovvero l’ errore di scontrarsi, cioè di evitare la derapata non ci sarebbe stato quello schiaffo». Di diverso parere i periti della procura che invece hanno sostenuto che era comunque troppo tardi e che anche in caso di ordine eseguito correttamente la nave sarebbe lo stesso finita sulle rocce delle Scole. Il punto è controverso, tutto sigioca su una sequenza di pochissimi minuti. Il Codacons ha fatto notare che la posizione della nave era diversa, di alcuni metri arretrata rispetto a quella rilevata dai periti: «E noi siamo convinti che se l’ ordine dato da Schettino fosse stato ben compreso dal timoniere l’ impatto probabilmente non ci sarebbe stato o sarebbe avvenuto a poppa» sostiene ancora Neri. Dalle ricostruzioni, emerge che Schettino riprende il comando della nave quattro minuti prima che questa urti violentemente la scogliera e in quello spazio si concentra anche una parte importante della battaglia legale fra le parti. Il tribunale di Grosseto ha respinto ieri l’ istanza di alcune parti civili per sospendere il processo sul disastro in attesa di conoscere l’ esito del ricorso in Cassazione e di riunificare, nel caso, i due procedimenti. Quindi oggi il processo al Cinema Moderno riprenderà regolarmente con la risposta dei periti all’ ultimo dei tre quesiti posti dal tribunale, quello che riguarda le pompe della nave. A ottobre, i testimoni.© RIPRODUZIONE RISERVATA.

laura montanari

 

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