23 Marzo 2018

Concordia: tragedia senza fine L’ Europa «accoglie» Schettino

e un naufrago fa causa a fincantieri, rina e costa crociere
DA UNA PARTE Francesco Schettino che vede uno spiraglio dalla Corte europea per i Diritti dell’ Uomo riguardo alla revisione del suo processo, chiuso con una condanna a 16 anni, dall’ altra la bomba scatenata dal Codacons. Non c’ è pace per la vicenda Concordia, la nave da crociera naufragata al Giglio il 13 gennaio del 2012 dove morirono 32 persone tra passeggeri e membri dell’ equipaggio. Secondo l’ associazione dei consumatori infatti, il documento depositato da Fincantieri e Rina (il Registro navale italiano) non sarebbe integrale e forse potrebbe non essere vero. Il Codacons, che assiste Ernesto Carusotti, uno dei sopravvissuti del naufragio, sta infatti proseguendo la sua battaglia nella causa civile contro Fincantieri, Rina e Costa Crociere. Il documento in questione sarebbe la prova del collaudo della «procedura di emergenza dopo blackout». Quel documento era stato chiesto da Carusotti cinque anni fa ma Fincantieri si era opposta, se non facendo apporre alcuni omissis ai fogli, e il Tar aveva ordinato per due volte l’ esibizione di quelle carte. All’ udienza davanti al giudice Barbara D’ Arrigo, quel documento è spuntato ma secondo Codacons «non convince, perché il collaudo avrebbe dovuto essere effettuato agganciando al generatore d’ emergenza tutte le utenze previste dalle norme Solas mentre il documento prodotto si riferisce a verifiche effettuate solo su ascensori e luci di emergenza. Il test è stato inoltre effettuato solo per ottemperare a un obbligo imposto dalla Guardia Costiera americana. Inoltre si tratta di documento estremamente ‘pasticciato’, dove gli esiti scritti a stampa e negativi sono cancellati a mano e sostituti da esiti positivi». Secondo l’ associazione, inoltre, «la stessa Fincantieri avrebbe accusato Costa di avere impiegato personale non idoneo che ha commesso ‘l’ errore umano nella procedura di ammaino della scialuppa. In conseguenza di tale errore, infatti, circa 150 passeggeri sono dovuti scendere dalla scialuppa su cui erano saliti e molti di essi hanno attraversato la buia nave alla ricerca di una via di fuga». Il legale dell’ associazione, l’ avvocati Giuliano Leuzzi, ha chiesto di sentire molti testimoni non ascoltati nel processo penale di Grosseto, oltre allo stesso Schettino e al timoniere indonesiano Rusli Bin che, sostiene Codacons «non comprendendo la lingua italiana né quella inglese, fece virare la nave in direzione opposta a quella ordinata dal comandante facendola finire sullo scoglio». Matteo Alfieri.

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