15 Aprile 2013

Concordia, Schettino in aula: occhi bassi e viso scuro

Concordia, Schettino in aula: occhi bassi e viso scuro

Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino ha raggiunto il Teatro Moderno di Grosseto dove stamattina si è tenuta la prima udienza preliminare per il processo sul naufragio del 13 gennaio 2012 all’ Isola del Giglio. L’ udienza è stata presieduta dal giudice Pietro Molino. In aula i pm della Procura di Grosseto e gli avvocati delle parti. La Compagnia Costa, ha ribadito il suo legale, chiederà di essere parte civile. Il magistrato dovrà decidere se rinviare a giudizio Schettino, accusato di essere il principale responsabile della tragedia avvenuta il 13 gennaio del 2012 nelle acque del Giglio in cui persero la vita 32 persone (due risultano ancora disperse). Schettino a occhi bassi Il comandante, in completo grigio, è arrivato a bordo di una monovolume accompagnato dal suo avvocato Francesco Pepe. I testimoni raccontano che quando è sceso dall’ auto ha evitato di guardare le telecamere, e si è diretto dritto verso l’ interno del teatro. Una volta in aula ha tenuto un contegno serissimo, e solo quando è stato letto l’ elenco dei nomi delle vittime. I legali: “Assurde le pretese della Costa” “La costituzione di parte civile di Costa è completamente assurda. È ridicolo che l’ azienda proprietaria della nave si costituisca contro un suo dipendente”, ha detto Francesco Pepe, difensore dell’ ex comandante. Le accuse La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone: oltre a Schettino, gli ufficiali in plancia Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere Jacob Rusli, l’ hotel director Manrico Giampedroni e il fleet crisis coordinator Roberto Ferrarini. Le ipotesi di reato sono naufragio colposo, omicidio colposo plurismo e lesioni colpose plurime, abbandono della nave da parte del comandante e abbandono di persone incapaci, mancata collaborazione con l’ autorità marittima. Il Codacons vuole costituirsi parte civile Intanto il Codacons e l’ Associazione Utenti del Trasporto Aereo Marittimo e Ferroviario hanno chiesto oggi di costituirsi parte civile nel processo. La costituzione delle due associazioni è finalizzata al risarcimento di tutti i danni che i due enti hanno direttamente subito a causa delle condotte tenute sia dagli imputati sia dalla Costa Crociere e dal Gruppo Carnival. Le eventuali somme che le due associazioni otterranno a titolo di risarcimento saranno peraltro interamente devoluti ad iniziative e progetti concernenti la sicurezza della navigazione marittima e, comunque, dei trasporti in generale.

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