23 Settembre 2013

Concordia, riparte il processo a Schettino

Concordia, riparte il processo a Schettino

 

Riparte con un quesito che dipende anche dal recente raddrizzamento della Costa Concordia, il processo a Francesco Schettino, atteso oggi in aula a Grosseto per la ripresa delle udienze dopo la pausa estiva. I giudici del collegio del tribunale presieduto da Giovanni Puliatti decideranno infatti sulla richiesta della difesa del comandante, e di alcune parti civili come il Codacons, di far effettuare ai propri consulenti un sopralluogo a bordo del relit to per avere una loro perizia sugli apparati. Da qualche giorno la nave è sollevata dal fondale e rimessa dritta, perciò teoricamente l’ ispezione a bordo è possibile. E la procura, per i suoi accertamenti ancora in corso e per l’ attività di ricerca dei corpi dei due dispersi (su 32 vittime), ha già annunciato un sopralluogo. Il problema è capire nelle prossime udienze – il calendario prevede aula tutti i giorni da domani fino al 27 settembre – se verrà data alla difesa di Schettino la possibilità di salire a bordo. A luglio i giudici congelarono la questione decidendo che prima fossero sentiti in aula i periti del gip, gli stessi che gestirono l’ incidente probatorio del 2012 esaminando “scatola nera”, documenti e procedure di bordo, e che stilarono poi una loro relazione sul naufragio e su quanto avvenne la sera del 13 gennaio 2012 al Giglio. Relazione acquisita a elemento di prova del processo. E proprio da loro, oggi, ripartirà il processo. Però, esaurita questa fase, i giudici dovranno decidere se accordare o no alla difesa di Schet tino questa perizia, e con essa il sopralluogo a bordo. Di sicuro, si ricorda dal luglio scorso, una delle condizioni per questa nuova perizia della difesa era che la nave tornasse dritta e galleggiabile. Proprio come in effetti è ora dopo l’ operazione di “parbuckling”. I giudici grossetani tuttavia posero anche la condizione che fosse garantita la sicurezza, per l’ incolumità di chi avrebbe dovuto salire sulla nave. La richiesta fu motivata anche col fatto che esperti di difesa e parti civili mai erano stati a bordo della nave.3.

michele giuntini

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