18 Giugno 2015

Concordia, respinto il ricorso Fincantieri: Codacons avrà accesso agli atti del collaudo

Concordia, respinto il ricorso Fincantieri: Codacons avrà accesso agli atti del collaudo

Genova – Il Tar della Liguria ha respinto il ricorso presentato da Fincantieri nei confronti di Codacons, che chiedeva di poter accedere a un documento relativo ai verbali delle prove effettuate ai fini del rilascio delle certificazioni obbligatorie per la Costa Concordia, naufragata al Giglio nel gennaio del 2012. L’associazione dei consumatori, costituitasi parte civile nel processo penale per il naufragio della Concordia, aveva in passato chiesto di poter accedere agli atti relativi ai collaudi della nave, in particolare quello del generatore.
Il Tar della Liguria sulla questione si era già espresso a marzo, anche in questo caso non accogliendo il ricorso presentato da Fincantieri, contraria all’accesso agli atti da parte di Codacons. Tutto era partito da una richiesta avanzata al Rina (Registro Navale Italiano) dal Codacons e da Ernesto Carusotti, uno dei croceristi sopravvissuti alla tragedia del Giglio. Al Rina si richiedeva copia della documentazione riguardante i verbali di collaudo. L’ente aveva acconsentito, ma si era opposta Fincantieri sostenendo che l’accesso agli atti senza gli opportuni `omissis´ avrebbe potuto violare interessi industriali e commerciali. La seconda sezione del Tar della Liguria, con sentenza 259/15 del 6 marzo aveva respinto il ricorso.

«Alla nostra domanda di poter accedere a un secondo documento – spiega l’avvocato Giuliano Leuzzi, che rappresenta il Codacons – ci siamo sentiti nuovamente rispondere da Fincantieri che non era possibile senza omissis, tanto che hanno presentato un nuovo ricorso». Anche in questo caso, i giudici amministrativi lo hanno rigettato. Codacons potrà cosi avere accesso agli atti. «Dopo la Costa Concordia naufraga anche il grave ostruzionismo ad oltranza messo in campo da Fincantieri per nascondere la certificazione di collaudo della nave. Ora – si legge in un comunicato di Codacons – emergerà forse finalmente la verità: cioè le ragioni per le quali alcuni apparati vitali della nave non hanno funzionato la notte del naufragio, concorrendo a determinare la morte di tante persone».

La replica di Fincantieri

«Con riferimento a quanto dichiarato dal Codacons, Fincantieri ribadisce, una volta ancora, di non esser parte del procedimento penale relativo all’incidente della Costa Concordia, e che tuttavia, successivamente ad esso, ha sempre collaborato fattivamente con l’autorità giudiziaria fornendo supporto, documenti e informazioni utili agli inquirenti». È quanto si legge in una nota di Fincantieri a proposito della sentenza del Tar. «Per quanto attiene la richiesta di accesso ai verbali di prove e collaudi, Fincantieri, come ben noto al Codacons, innanzi al Tar ha più volte reiterato l’esigenza di tutelare il proprio know-how industriale. Fatto salvo questo principio, Fincantieri, la cui azione è sempre ispirata da principi di trasparenza e correttezza, salvaguarda in questo modo la riservatezza dei dati e delle informazioni tecniche, vero e proprio patrimonio dell’azienda, e l’esclusività del rapporto che la lega al cliente Costa Crociere».

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