Concordia/ "11mila euro per i naufraghi"
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fonte:
- Affari Italiani
C’ è l’ accordo tra la compagnia e le associazioni nazionali dei Consumatori per l’ indenizzo ai passeggeri dopo il naufragio della nave al Giglio. Importo forfettario di 11.000 euro a persona come indennizzo "a copertura di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, ivi inclusi quelli legati alla perdita del bagaglio e degli effetti personali, al disagio psicologico patito e al danno da vacanza rovinata". Altri 3.000 euro di rimborsi spese. L’ Adoc: accordo storico. Il Codacons contesta: non accettare risarcimento elemosina. Il comandante delle Capitanerie Brusco al Senato sottolinea la responsabilità del Capitano. LA STORIA: "Me ne vado in ritiro spirituale". Ma il parroco era sulla Concordia LEGGI I VERBALI La telefonata di Schettino Interrogatorio del timoniere Jacob Rusli Bin Interrogatorio del comandante Mario Terenzio Palombo Interrogatorio dell’ ufficiale Martino Pellegrini LA CRONACA: CON RIMBORSO SPESE 14MILA EURO A PASSEGGERO – L’ indennizzo per i naufraghi della Concordia ammonta a circa 14mila euro, di cui 11mila a copertura di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti e circa 3.000 di rimborsi spese. Lo riferiscono le associazioni dei consumatori che hanno raggiunto l’ accordo con Costa Crociere. E’ stato inoltre convenuto che la Compagnia offra l’ opportunita’ di cancellare senza penali le crociere prenotate prima del drammatico evento, su tutte le proprie rotte, entro il 7 febbraio. Le associazioni dei consumatori non percepiranno alcun tipo di remunerazione per tutte le attivita’ legate all’ accordo raggiunto. ADOC, CON COSTA CROCIERE ACCORDO STORICO – Undicimila euro di risarcimento piu’ circa 3mila di rimborsi per le spese sostenute inclusa la quota pagata per la crociere per ogni passeggero, inclusi i bambini, oltre eventuali altre indennita’ previste da assicurazioni eventualmente stipulate dai passeggeri: e’ il risultato dello "storico accordo" tra il Comitato Naufraghi Concordia, di cui l’ Adoc ne e’ membro, e Costa Crociere. "E’ un accordo storico, che chiude una vicenda drammatica – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’ Adoc – una vera class action stragiudiziale che risarcisce anche il danno biologico per stress e vacanza rovinata in modo congruo. Nel raggiungere l’ accordo abbiamo tenuto conto del codice del turismo italiano e delle situazioni normative previste in altri Paesi, dato che i passeggeri coinvolti nel naufragio della Costa Concordia sono di varie nazionalita’". E contnua: "E’ un accordo democratico, che non fa distinzioni ne’ di ceto ne’ dei Paesi di provenienza dei passeggeri, vale in tutto il mondo e la Costa Crociere lo diffondera’ nelle varie lingue. L’ accordo e’ erga omnes, valido per tutti e non solo per chi decide di fare causa, e permettera’ a ogni passeggero di ottenere un risarcimento immediato di 11mila euro piu’ 3mila di rimborsi, che saranno liquidati entro una settimana dall’ accettazione sia in Italia che nel resto del mondo, senza risvolti legali e senza tempi lunghi di giudizio. L’ accordo interessa circa 3.000 passeggeri di 60 diverse nazionalita’, di cui circa 900 sono italiani". "Il risarcimento – continua l’ Adoc – riguardera’ anche i bambini, per cui una famiglia di due adulti e due bambini otterra’ quasi 50.000 euro complessivi. Stimiamo che ad aderire all’ accordo sara’ l’ 85% degli interessati, che riceveranno direttamente da Costa Crociere la proposta e la modulistica per l’ accettazione. Restano in ogni caso esclusi tutti coloro che hanno subito danni fisici per i quali e’ prevista una trattativa individuale. Vogliamo sottolineare, inoltre, il ruolo di facilitatore svolto da Astoi, che ha convocato il tavolo e che ha permesso di raggiungere dopo una trattativa di oltre 16 ore ininterrotte questa soluzione, che comunque lascia liberi gli interessati di aderire all’ accordo o di scegliere altre strade molto piu’ lunghe e onerose". CODACONS, NON ACCETTARE "RISARCIMENTO ELEMOSINA" – Il Codacons contesta fortemente l’ accordo raggiunto tra alcune associazioni dei consumatori, Astoi e Costa Crociere in base al quale viene riconosciuto "un risarcimento di soli 14.000 euro" in favore dei passeggeri della Costa Concordia che non hanno subito danni fisici. "Si tratta di una elemosina che i passeggeri della nave non devono assolutamente accettare – afferma il presidente Carlo Rienzi – e’ assurda poi la distinzione contenuta nell’ accordo tra chi ha subito danni fisici e chi invece non ha riportato ferite: i danni fisici, infatti, sono anche quelli di tipo fisiopsichico, non solo fratture o lesioni fisiche tangibili. Per questo invitiamo i passeggeri della Concordia a sottoporsi a visite mediche che certifichino lo stress psicofisico subito ed eventuali effetti psichici permanenti, che darebbero loro diritto a risarcimenti ben superiori alla misera cifra di 14.000 euro". Il Codacons rivolge quindi un appello ai naufraghi del Giglio: non accettare l’ accordo in questione e non firmare alcunche’. E conclude: "L’ unica strada per ottenere risarcimenti proporzionati al danno subito e ai rischi corsi in relazione alla propria incolumita’, e’ aderire alle azioni legali avviate dall’ associazione in Italia e negli Usa". DA COSTA RIMBORSO 11MILA EURO A PASSEGGERO – Accordo raggiunto tra la compagnia Costa Crociere e le associazioni nazionali dei Consumatori per l’ indenizzo ai passeggeri dopo il naufragio della nave al Giglio. Il tavolo di confronto, organizzato da Astoi Confindustria, ha stabilito un importo forfettario di 11.000 euro a persona a titolo di indennizzo "a copertura di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, ivi inclusi quelli legati alla perdita del bagaglio e degli effetti personali, al disagio psicologico patito e al danno da vacanza rovinata". L’ importo, si legge in una nota congiunta, sara’ riconosciuto indipendentemente dall’ eta’ del passeggero, considerando anche i bambini, sebbene non paganti. Inoltre, si legge nel comunicato, l’ indennizzo prevede il rimborso del valore della crociera, comprensivo delle tasse portuali, dei transfer aerei e bus, inclusi nella pratica crociera, delle spese di viaggio sostenute per il rientro, di eventuali spese mediche sostenute e delle spese sostenute durante la crociera. La Compagnia avviera’ anche la restituzione di tutti i beni presenti nelle casseforti delle cabine, ove sia possibile il recupero. Inoltre, sempre nell’ ottica di rimanere vicini ai consumatori coinvolti nella vicenda, Costa Crociere ha accettato di avviare uno specifico programma di assistenza psicologica nei confronti di tutti i passeggeri che ne facciano richiesta. L’ intera proposta non riguarda le famiglie delle vittime e i passeggeri feriti, per i quali e’ stato necessario effettuare trattamenti sanitari in loco. Per costoro l’ indennizzo terra’ conto della gravita’ del danno subito dai singoli individui. In accordo con le associazioni dei Consumatori si sono altresi’ stabilite le modalita’ di gestione delle pratiche di indennizzo, per le quali, nella sede di Genova di Costa, saranno istituite due unita’ operative ad hoc. Gli accrediti degli importi avverranno entro 7 giorni dall’ accettazione della proposta di Costa da parte dei consumatori. Costa Crociere mettera’ a disposizione un indirizzo e-mail ([email protected]) e il numero per le informazioni 848505050. IL PARROCO SULLA CONCORDIA – Difficile credere che una nave da crociera possa essere il luogo più adatto a ospitare un ritiro spirituale. Tutti quei comfort, quelle luci, quei divertimenti di ogni genere certo poco si addicono al silenzio che la meditazione e la preghiera richiedono. Questo devono aver pensato i fedeli della comunità di Besana Brianza, scoprendo che un loro sacerdote si trovava sulla Costa Concordia naufragata al Giglio, invece che in ritiro come aveva loro comunicato. Protagonista della vicenda, riportata da Leggo.it, don Massimo Donghi, responsabile per la zona di Besana degli oratori, della catechesi e dell’ Unione pastorale giovanile, che è stato smascherato dal naufragio e dalla Rete. L’ incidente del Giglio ha fatto venire a galla la verità che il sacerdote aveva prontamente occultato. Nessun ritiro in un luogo silenzioso e spartano: don Massimo era in vacanza a bordo della Concordia. E con lui i familiari più intimi. A "tradirlo" un post della nipote su Facebook: la notte del naufragio la giovane si è salvata e appena arrivata a riva ha rassicurato online parenti e amici, spiegando che era riuscita a raggiungere le scialuppe di salvataggio della Concordia assieme alla nonna e allo zio (il don appunto). La cosa proprio non è andata giù ai parrocchiani di Besana Brianza, che ora chiedono chiarimenti. E chissà se don Massimo, «don Max» per i ragazzi, riuscirà a sostenere che, in fondo, anche a bordo di una nave da crociera si possono trovare silenzio e meditazione.
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