Concordia Nuovi video ammessi come prove
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Grosseto Francesco Schettino, ripreso dalla plancia al momento in cui lascia la Costa Concordia: si potrebbe vedere questo film nei video di bordo che il tribunale di Grosseto ha ammesso, su richiesta del pubblico ministero, come nuove prove del processo. Sono materiali inediti, sotto sequestro da 18 mesi ma mai visti. Neanche dai pm che, è stato spiegato, li hanno tenuti da parte per non inficiare il poderoso incidente probatorio dell’ autunno scorso con un altro passaggio uguale, decidendo però di spenderli poi nel dibattimento. La nuova carta d’ accusa è contenuta in numerose telecamere di videosorveglianza installate su tutti i ponti della nave. E comunque – sorprese sui movimenti di Schettino a parte – le immagini documentano le fasi del naufragio facendo vedere i movimenti dell’ equipaggio e dei passeggeri con maggior dettaglio di quanto conosciuto finora. I video verranno proiettati al teatro Moderno nelle udienze d’ autunno. E sempre ieri i pm hanno dato ai giudici i nomi dei primi 34 testimoni d’ accusa da sentire su circa 360: fra loro ufficiali di plancia e di macchina, come Ciro Ambrosio, vice in plancia di Schettino quando la nave urtò gli scogli; l’ ufficiale-stagista Salvatore Ursino, membri dell’ equipaggio come il maitre Antonello Tievoli, che chiese a Schettino di passare vicino al Giglio. Ma ci sono anche la moldava Domnica Cemortan (anche ieri in udienza coi suoi avvocati) e il primo accusatore del comandante: Gregorio De Falco, autore della celebre telefonata a Schettino dalla capitaneria di porto di Livorno. L’ udienza di ieri è stata centrata molto sulla richiesta di una nuova perizia a bordo della Concordia. Atto chiesto dalla difesa di Schettino e dal Codacons con urgenza: ma i giudici di Grosseto non hanno ritenuto che vi fossero caratteri per realizzare questo sopralluogo subito, optando per convocare in udienza i periti dell’ incidente probatorio. Altra condizione posta dai giudici per autorizzare i consulenti delle parti a salire a bordo è che la nave sia almeno raddrizzata e resa galleggiabile. Il timore delle parti è che il relitto possa subire mutamenti sostanziali, dal parziale degrado fino all’ affondamento, non potendo quindi esaminare più apparati come porte stagne, generatori e altri. Questo nel giorno in cui emerge che nelle ispezioni subacquee è diventata visibile una progressiva corrosione della struttura.
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