3 Dicembre 2013

Concordia: la scatola nera aperta a Brescia

Concordia: la scatola nera aperta a Brescia

Cosa è accaduto negli ultimi istanti prima che la Costa Concordia andasse a naufragare contro gli scogli dell’ isola del Giglio? Com’ è potuto accadere che una delle navi più grandi del mondo (per un po’ è stata la più grande), dotata delle tecnologie più avanzate, nel giro di un’ ora di piegasse di 90 gradi facendo 32 vittime e 157 feriti tra i 3.208 passeggeri? «C’ è stato un errore del timoniere». La risposta viene da Paolo Gubian del dipartimento di Ingegneria dell’ Informazione dell’ Università statale di Brescia. Gubian ha accettato l’ invito di far parte del Collegio dei periti di parte arrivato dal Codacons, che ha assunto le difese dei passeggeri. Per giungere a quella conclusione ha dovuto leggere i dati forniti dalla scatola nera della nave. Ma lo ha fatto «con un approccio innovativo – dice lui stesso -, in grado di interpretarli e presentarli». Ieri pomeriggio ha illustrato il lungo processo che lo ha portato a quella conclusione (avvalorata peraltro anche da altre indagini) nell’ ambito del seminario «Intelligence for intelligence» voluto dal prefetto Narcisa Brassesco. È stata una relazione molto tecnica, per la ristretta platea di addetti ai lavori invitati al seminario. Ma il risultato appare ineccepibile. L’ errore commesso dal timoniere risulta dalle discrepanze tra i tracciati dell’ ordine di virata, della posizione del timone e della velocità di virata della nave. «Il nostro compito è fare ricerca – precisa il professore – e abbiamo accettato di far parte del collegio peritale solo perché ci permetteva di studiare un modo diverso di interpretare i tracciati della scatola nera». Ha scoperto che subito dopo l’ urto la sala macchine si è allagata, e i sei generatori da 14 mila kwa che davano energia elettrica alla nave si sono fermati quasi subito, bloccando la strumentazione e lasciando la nave alla deriva. E NON SOLO DI QUELLO si tratta. Gubian parla anche di «situazione delle porte stagne molto controversa». C’ è il sospetto che alcune fossero rimaste aperte, o che non fossero in perfetto ordine, tanto da aprirsi subito dopo l’ incidente. Il professore precisa di non rivelare nulla che già non si sappia (le informazioni «vere» sono ancora coperte da segreto istruttorio). Tuttavia il dato importante è il nuovo approccio alla scatola nera. Durante l’ esposizione si sentono perfettamente le voci del comandante Schettino e degli ufficiali. C’ è l’ ordine di virata a destra dieci minuti prima della collisione, subito dopo la virata a sinistra, l’ ordine di chiudere le porte stagne a poppa, l’ immediata perdita di propulsione. Sono le fasi dell’ errore fatale, che hanno portato il timoniere nel registro degli indagati.MI.VA. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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