Concordia, la barista ultima vittima si blocca il recupero del carburante
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fonte:
- la Repubblica
i corpi trovati salgono a 17. dagli usa maxi richiesta di risarcimento: 460 milioni maltempo al giglio, si stacca il pontone usato per svuotare i serbatoi: almeno tre giorni di stop.
dal nostro inviato ISOLA DEL GIGLIO – È arrivato il vento, le onde si sono alzate oltre il metro e il pontone Meloria, la chiatta che deve togliere il gasolio dalla Costa Concordia, si è staccato dal traghetto. Mare troppo mosso, le operazioni sono sospese. «Riprenderemo la prossima settimana, martedì o mercoledì», dicono dalla Smit, l´azienda olandese che insieme alla livornese Neri è stata incaricata dello svuotamento. Se le previsioni si avvereranno si perderà quasi una settimana rispetto al giorno di partenza inizialmente previsto, l´altro ieri, e di conseguenza ritarderanno tutti gli altri interventi necessari a mettere in sicurezza il relitto dal punto di vista del rischio ambientale. Le condizioni meteo, che oggi saranno ancora peggiori, non hanno invece bloccato il lavoro dei soccorritori. Ieri i sommozzatori della Finanza hanno trovato un cadavere, il diciassettesimo. Si tratterebbe, ma l´identificazione non è ancora ufficiale, del corpo della barista peruviana Erika Soriamolina, 25 anni. È stato anche identificato uno dei corpi prelevati dai soccorritori nei giorni scorsi. È di una donna tedesca, Inge Schall. Ieri mattina il Codacons ha annunciato l´avvio, attraverso uno studio legale di Miami, di una class action negli Usa contro la Carnival, la società capofila dell´armatore. La cifra richiesta è da capogiro: 460 milioni di euro. Per ora i passeggeri coinvolti sono sei, quattro statunitensi e due italiani. «Per loro abbiamo previsto 10 milioni di dollari, circa un milione di euro a testa – spiega il presidente Carlo Rienzi – Gli altri 450 milioni rappresentano quello che in America viene definito danno punitivo contro la compagnia». Le cifre sono enormemente superiori agli 11 mila euro più spese offerti dalla Costa Crociere ai passeggeri dopo l´incontro con le associazioni di consumatori di venerdì sera. Proposta che a qualcuno non è dispiaciuta mentre altri, Codacons in prima fila, l´hanno bollata come «un´elemosina». «Le indagini non si fermeranno fino a che non saranno chiariti tutti i profili di responsabilità penale», ha detto ieri il procuratore generale presso la corte d´appello di Firenze, Beniamino Deidda, all´inaugurazione dell´anno giudiziario 2012: «Si tratta di un episodio tragico e gravissimo, che richiede un´indagine che si prospetta di grande difficoltà. Per fortuna essa è affidata a un eccellente gruppo di colleghi della procura, pronti ad esplorare fino in fondo tutti gli aspetti relativi a tutte le responsabilità penali». Per ora gli indagati sono due, il capitano Francesco Schettino e l´ufficiale Ciro Ambrosio ma potrebbe non essere lontano l´allargamento ad altri soggetti, anche tra dirigenti dell´armatore.
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