Concordia, il corpo non è quello di Russel
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fonte:
- la Repubblica
E’ UN finale beffardo, uno scenario che cambia di continuo sotto gli occhi delle ultime ricerche sui dispersi a bordo della Concordia. Poveri resti che ingannano per il tempo passato e la lunga permanenza in acqua che ha trasfigurato tutto, i corpi e le cose, quasi senza distinzione. I resti trovati l’ 8 ottobre sul ponte 3, quello coperto, hanno fatto credere ai sommozzatori che appartenessero a un uomo, quindi a Russel Rebello, il cameriere indiano che lavorava da cinque mesi sulla Costa. Invece ieri all’ improvviso, da un esame più attento, quelle che parevano scarpe da jogging si sono rivelate delle scarpe da donna numero 38. «Sì, mia moglie effettivamente calzava quel numero» dice al telefono Elio Vincenzi, marito di Maria Grazia Trecarichi. «Ma prima di illudermi stavolta voglio avere delle certezze, aspettiamo l’ esito del dna». C’ è un altro indizio al vaglio della famiglia Vincenzi, è una catenina con un piccolo ciondolo. Quella sera Maria Grazia Trecarichi stava festeggiando con la figlia di diciassette anni e con un’ amica, il suo compleanno numero 50. Uno dei regali che ha ricevutodall’ amica Luisa Virzì (morta anche lei nel naufragio) è stata proprio una catenina con un ciondolo. Ma questo non significa che sia la stessa recuperata nella nave. Oggi il marito della donna andrà nella caserma dei carabinieri a Catania per guardare le immagini degli oggetti ritrovati: «Viene anche mia figlia Stefania che ha assistito alla consegna del regalo appena prima che la nave entrasse in collisione» aggiunge Elio Vincenzi. Tuttavia ci sono altri indizi, fanno sapere gli inquirenti, che portano a dire che i resti trovati nella zona del ponte 3 appartengano a una donna: brandelli di un reggiseno e di una maglietta. Possono essere i resti di Maria Grazia Trecarichi? E’ una ipotesi anche se va detto che il ponte 3 non è il luogo in cui si trovava negli ultimi istanti prima che la nave si inabissasse. Secondo alcune testimonianze la donna doveva essere all’ aperto all’ altezza del ponte 4. Ma quando una nave di quelle dimensioni affonda su un fianco si generano correnti capaci di trasportare i corpi anche lontano oppure all’ interno, nei pressi del vano lavanderia come in questo caso. Il Codacons però vuole vederci chiaro, l’ associazione dei consumatori già in passato aveva chiesto accertamenti per escludere che vi fossero a bordo persone non registrate. Al momento non è mai emerso nulla che lo lasciasse ipotizzare. Intanto su Facebook Kevin Rebello, fratello di uno dei dispersi scrive: «Qualunque siano i risultati del Dna, se sarà Russel o Maria Grazia, ringrazio Dio. Siamo quasi vicini all’ ultimo pezzo del puzzle per completare il mistero. Possa la sua anima riposare in pace. Il mio cuore è vicino aStefania e Vincenzo». Quanto al capitolo rimozione, come già anticipato qualche settimana fa daRepubblica, la Costa ha stipulato un contratto da 30 milioni di dollari per assicurarsi la Vanguard la nave semi sommergibile capace di trasportare Concordia. L’ uso del Vanguardolandese, spiega Costa, «è una delle possibili opzioni per la rimozione del relitto della Concordia dal Giglio», che avverrà quando la nave potrà galleggiare, «nel 2014». L’ altra opzione resta il traino.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
laura montanari
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