11 Giugno 2014

“Concordia, generatore di emergenza in sovraccarico”

“Concordia, generatore di emergenza in sovraccarico”
La perizia parla anche di conseguenze per verricelli delle scialuppe e movimento degli ascensori. Codacons: “Costa responsabile”

Da  iltirreno.it

Il generatore diesel di emergenza (Dge) della Concordia non ha funzionato a dovere a causa del “sovraccarico” cui era stato sottoposto dopo l’ urto contro lo scoglio delle Scole , cui seguì “la conseguente alterazione delle logiche di controllo locali delle singole utenze. In particolare il riporto al ponte di evacuazione degli ascensori previsto in caso di emergenza non si è attuato secondo quanto previsto in fase di progetto”. È uno stralcio del supplemento di inchiesta disposto dal Tribunale nell’ ambito del procedimento contro il comandante Francesco Schettino. Un supplemento voluto fortemente dalle parti civili, e dal Codacons in particolare, che nel renderne noti i contenuti aggiunge alcune considerazioni: “Quindi il Dge era sotto dimensionato? I consulenti tecnici del Codacons avevano esplicitamente richiesto che venisse effettuata questa verifica. La responsabilità della società di gestione, dei progettisti e del principale azionista della Costa Crociere, Carnival, emergerebbe in maniera indiscutibile da queste affermazioni”. Se il Dge non svolse il suo compito è possibile (ma Codacons riconosce che ” non chiaramente accertato nelle sue conseguenze sulla sicurezza dei passeggeri”) che la conseguenza sia stato “il fallimento dell’ alimentazione di emergenza sulle possibilità di manovrare agevolmente le lance di salvataggio nella fase dell’ ammaino”. Codacons punta l’ attenzione sui verricelli e sul fatto che, secondo la relazione peritale, la compagnia armatrice “ne aveva predisposto l’ alimentazione anche in emergenza”. E aggiunge, a proposito della scialuppa 16 che questa, si legge ancora nella relazione citata, era “rimasta incastrata durante la fase di ammaino e non è stato più possibile disincastrarla con operazioni manuali; in questa situazione la possibilità di manovrare il verricello avrebbe forse potuto aiutare l’ operazione, ma date le condizioni di inclinazione della nave non è possibile stabilire con fondatezza la possibilità di successo di una tale manovra”.”Conclusione agghiacciante – conclude Codacons – se si pensa che, secondo la richiesta di rinvio a giudizio, la maggior parte dei passeggeri deceduti ha perso la vita mentre si spostava dal lato sinistro della nave, dove la scialuppa n.16 era rimasta incastrata, a quello destro per cercare salvezza su un’ altra scialuppa!” Dunque il Dge ha avuto un ruolo nella perdita di vite umane. Codacons torna sul capitolo ascensori: “E’ accertato che la manovra di emergenza degli ascensori, che avrebbe dovuto essere comandata dal Dge, non è stata portata a termine correttamente. Come si evince dall’ allegato I alla perizia, la maggior parte delle cabine non sono pervenute al ponte 4, come previsto dalla procedura di emergenza e alcune delle porte risultano aperte in assenza di cabina. Particolarmente inquietante risulta questa osservazione nel caso dell’ ascensore D che risulta bloccato tra i ponti 6 e 7 e le cui porte ai piani risultano in qualche caso aperte: secondo il rapporto dei carabinieri e dei vigili del fuoco, nella tromba di questo ascensore sono stati rinvenuti ben 9 cadaveri”. Codacons, i cui consulenti stanno ancora esaminando la perizia (a loro giudizio “ancora incompleta e non del tutto soddisfacente”) ricorda che il procuratore capo Francesco Verusio, “aveva dichiarato che tali malfunzionamenti non avevano avuto alcuna incidenza eziologica sugli esiti del naufragio. L’ ultima volta, nella giornata dedicata al sopralluogo nei locali del Dge Verusio aveva dichiarato “. tanto il Dge non ha ucciso nessuno””.

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