Concordia, Costa patteggia per un milione
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fonte:
- la Repubblica
UN PATTEGGIAMENTO da un milione di euro e Costa è fuori dal processo per il naufragio della Concordia. Ieri il gip di Grosseto Valeria Montesarchio ha accettato la proposta della procura e dei legali della compagnia di navigazione per chiudere subito l’ ultima imputazione proposta dai pm. Quella basata sulla legge 231, che prevede la responsabilità delle società per reati commessi da propri dipendenti. Dal punto di vista economico si tratta di una spesa contenuta per Costa, rispetto a quanto già versato in sede extraprocessuale ai naufraghi e ai loro parenti e soprattutto a quando dovrà risarcire dopo il processo penale se, come presumibile, verrà coinvolta dalle parti civili come responsabile civile. Nel procedimento la società, hanno annunciato i suoi legali, entrerà comunque anche come parte danneggiata, per la perdita della nave. Non è da escludere che vengano avviate anche cause di risarcimento in sede civile. Ne sono già state aperti di molto consistenti negli Stati Uniti da parte di naufraghi americani contro la capogruppo multinazionale delle crociere Carnival e la stessa Costa spa. «E’ la soluzione più ragionevole rispetto a quello che è accaduto. E’ una soluzione equilibrata ». Commenta così l’ avvocato Marco De Luca, difensore di Costa spa, la decisione del gip: «La sentenza di patteggiamento recepisce l’ applicazione di una sanzione ammini-strativa, in linea con l’ indirizzo già emerso dopo il consenso avuto dalla procura». Il Codacons critica la decisione del gip. «Le responsabilità dell’ azienda nel naufragio del Giglio sono più che evidenti, così come le tante falle sui sistemi di sicurezza della Concordia – dicono dall’ associazione – Chiudere la vicenda con un milione di euro di multa equivale a schiaffeggiare i naufraghi ma soprattutto i parenti delle vittime del naufragio. In ogni caso il patteggiamento concesso oggi in sede penale non influisce minimamente sulle cause risarcitorie ». Secondo il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, «è stata applicata la legge. Si tratta di un patteggiamento per responsabilità oggettiva riguardante i dipendenti». Verusio sottolinea che «sono stati comunque ingenti i danni subiti dalla compagnia con questo naufragio, basti solo pensare che la nave Concordia aveva un valore di circa 500 milioni di euro ed è affondata». Nel frattempo i beni del comandante della Concordia Francesco Schettino restano sotto sequestro. Lo ha deciso il collegio del riesame, respingendo l’ istanza di Schettino che chiedeva di poter riavere la disponibilità del suo patrimoni, tra cui la casa, il garage e una moto Honda. Non hanno invece presentato la stessa istanza altri due imputati, il ‘fleet crisis coordinator’ Roberto Ferrarini e l’ hotel director Manrico Giampedroni. Il patrimonio di schettino è bloccato su richiesta della procura, perché potrebbe servire a pagare parte delle spese processuali e dei risarcimenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele bocci
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