11 Aprile 2013

Concordia, Costa patteggia 1milione ed esce dal processo

Concordia, Costa patteggia 1milione ed esce dal processo

 

GROSSETO. Costa Crociere patteggia. E con il pagamento di una sanzione di un milione di euro esce dal processo sul naufragio della Concordia, dove resta come parte offesa. Il Gip di Grosseto Valeria Montesarchio ha approvato ieri, dopo un’ ora di camera di consiglio, la richiesta della compagnia di navigazione, che aveva trovato anche il “placet” della Procura. Costa era indagata ai sensi della legge 231 sulla responsabilità delle società a causa di reati commessi da propri dipendenti o incaricati. «La sanzione comminata è molto vicina al massimo previsto» commenta il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio «e questa decisione conferma il nostro impianto accusatorio. Una pena lieve? Abbiamo applicatola legge». Il milione di euro di sanzione sarà incamerato dall’ erario. «È una soluzione equilibrata e la più ragionevole rispetto a quello che è accaduto» secondo l’ avvocato Marco De Luca, difensore di Costa «la sentenza di patteggiamento» ha detto De Luca «recepisce l’ applicazione di una sanzione amministrativa, in linea con l’ indirizzo già emerso dopo il consenso avuto dalla Procura. Con la Procura c’ è sempre stata grande collaborazione reciproca nel valutare la richiesta di patteggiamento. Fin dall’ inizio Costa Crociere ha dato la massima disponibilità a collaborare con le autorità». De Luca ha anche annunciato che adesso Costa si costituirà parte civile nel processo: «Chiederemo il risarcimento del danno perla perdita della nave». La Concordia aveva un valore di circa 500 milioni di euro. Il patteggiamento concesso dal Gip, però, non piace al Codacons. «Le responsabilità dell’ azienda nel naufragio del Giglio sono più che evidenti, così come le tante falle sui sistemi di sicurezza della Concordia» accusa l’ associazione dei consumatori «chiudere la vicenda con un milione di euro di multa equivale a schiaffeggiare i naufraghi ma soprattutto i parenti delle vittime del naufragio. In ogni caso il patteggiamento concesso oggi in sede penale non influisce minimamente sulle cause risarcitorie avviate dalla nostra associazione contro Carnival e Costa negli Stati Uniti» prosegue il Codacons «cause che anzi proseguono in attesa di veder riconosciute in sede civile le richieste risarcitorie dei naufraghi che non hanno accettato l’ elemosina offerta dalla società». Anche i legali dell’ ex comandante della Concordia Francesco Schettino puntano il dito contro Costa Crociere. «Sebbene fino ad adesso si sia cercato di far credere che responsabile di tutto sia stato Schettino» afferma l’ avvocato Francesco Pepe, che fa parte del collegio difensivo «l’ unica finora che ha patteggiato, ammettendo una propria colpevolezza ed essendo costretta a pagare la sanzione di un milione di euro, è stata la compagnia Costa». Proprio Schettino, ieri, si è visto respingere dal Tribunale del Riesame di Grosseto la richiesta di dissequestro dei beni, che da circa un mese un provvedimento del gup Pietro Molino ha “congelato”, su richiesta della procura grossetana, a scopo cautelativo per l’ eventuale pagamento delle spese processuali e dei risarcimenti. L’ ufficiale aveva chiestolo sbloccodella casa di Meta di Sorrento (Napoli), del garage, della motocicletta, una Honda Varadero 1000. «Ci tengo molto alla moto, anche più dell’ auto», aveva detto il comandante. Ma il collegio presieduto da Michele Addimandi ha detto no alla richiesta. Schettino può comunque utilizzare i beni sequestrati ma deve sottostare ad alcune limitazioni, ad esempio nel caso di eventuali vendite. Sono sotto sequestro anche i patrimoni del fleet crisis coordinator Roberto Ferrarini e dell’ hotel director Manrico Giampedroni, che però ieri hanno rinunciato al ricorso. Intanto, lunedì, al Teatro “Moderno” di Grosseto, si aprirà la maxiudienza preliminare sul naufragio della Concordia che il 13 gennaio 2012 causò la morte di 32 persone e il ferimento di molte altre. Oltre che per Schettino, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per altre cinque persone: gli ufficiali in plancia Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere Jacob Rusli, Giampedroni e Ferrarini. Già programmate udienze fino al 24 di aprile e poi a maggio e luglio.

alberto ferrarese

 

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