20 Marzo 2018

Concordia: Codacons contro Fincantieri su documento

Per associazione carte su procedure emergenza sono dubbie
GENOVA
(ANSA) – GENOVA, 20 MAR – Il documento depositato da Fincantieri e Rina (il Registro navale italiano) non sarebbe integrale e forse potrebbe non essere vero. E’ l’accusa lanciata dal Codacons, l’associazione dei consumatori, che assiste Ernesto Carusotti, uno dei sopravvissuti del naufragio della Concordia davanti l’isola del Giglio nel gennaio 2012, nella causa civile contro Fincantieri, Rina e Costa Crociere. Il documento in questione sarebbe la prova del collaudo della “procedura di emergenza dopo blackout”. Quel documento era stato chiesto da Carusotti cinque anni fa ma Fincantieri si era opposta, se non facendo apporre alcuni omissis ai fogli, e il Tar aveva ordinato per due volte l’esibizione di quelle carte. All’udienza di oggi, davanti al giudice Barbara D’Arrigo, quel documento è spuntato ma secondo Codacons “non convince, perché il collaudo avrebbe dovuto essere effettuato agganciando al generatore d’emergenza tutte le utenze previste dalle norme Solas mentre il documento prodotto si riferisce a verifiche effettuate solo su ascensori e luci di emergenza. Il test è stato inoltre effettuato solo per ottemperare a un obbligo imposto dalla Guardia Costiera americana. Inoltre si tratta di documento estremamente ‘pasticciato’, dove gli esiti scritti a stampa e negativi sono cancellati a mano e sostituti da esiti positivi”. Secondo l’associazione, inoltre, “la stessa Fincantieri avrebbe accusato Costa di avere impiegato personale non idoneo che ha commesso ‘l’errore umano nella procedura di ammaino’ della scialuppa. In conseguenza di tale errore, infatti, circa 150 passeggeri sono dovuti scendere dalla scialuppa su cui erano saliti e molti di essi hanno attraversato la buia nave alla ricerca di una via di fuga”. Il legale dell’associazione, l’avvocati Giuliano Leuzzi, ha chiesto di sentire molti testimoni non ascoltati nel processo penale di Grosseto, oltre allo stesso Schettino e al timoniere indonesiano Rusli Bin che, sostiene Codacons “non comprendendo la lingua italiana né quella inglese, fece virare la nave in direzione opposta a quella ordinata dal comandante facendola finire sullo scoglio”. Schettino è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere e si trova adesso in cella. Nel naufragio persero la vita 32 passeggeri.(ANSA).

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