12 Settembre 2012

CONCORDIA: CODACONS CONTESTA PERIZIA, “SI VUOLE SALVARE ARMATORE”

CONCORDIA: CODACONS CONTESTA PERIZIA, “SI VUOLE SALVARE ARMATORE”

(AGI) – Grosseto, 12 set. – Il Codacons contesta la perizia consegnata ieri dagli esperti al gip di Grosseto Valeria Montesarchio e relativa al naufragio della Costa Concordia. E chiedera’ la sostituzione dei periti e un nuovo accertamento. Il Codacons denuncia che la relazione peritale “appare in diversi punti carente ed in altri eccessivamente benevola nei riguardi della Costa Crociere tendendo a minimizzare le sue responsabilita'”, finendo con l’avere il comandante Francesco Schettino come il solo responsabile del naufragio avvenuto ai primi del gennaio scorso davanti all’Isola del Giglio. L’associazione sottolinea infatti che “nulla ad esempio viene fatto per fare luce sui presunti malfunzionamenti del Radar di bordo di cui si ha traccia nelle mail intercorse tra la nave, la Societa’ e l’azienda incaricata della manutenzione, nonostante le precise richieste rivolte dai consulenti Codacons al pm e ai Ctu”. Inoltre, “forte perplessita’ suscita il fatto che nulla sia stato fatto in risposta all’istanza piu’ volte presentata, non solo VCCTT del Codacons, ma anche da altri, tesa ad avere una descrizione del traffico telematico in ingresso e in uscita sia dalla nave (nei giorni immediatamente precedenti il disastro e nelle ore immediatamente successive), sia dall’Unita’ di crisi. Questo appare ancor piu’ grave dal momento che uno specifico quesito era stato posto dal Gip (il N.47) circa le comunicazioni della nave e dell’Unita’ di crisi: nell’era di Internet – dice il Codacons -, con una nave dotata di una complessa rete telematica di bordo connessa al resto del mondo via satellite, limitarsi a registrare il traffico dei cellulari di Schettino e Ferrarini e di qualche altro membro dell’equipaggio suscita grande perplessita’ sulla reale intenzione di fare completamente luce su questo inquietante aspetto della vicenda”.  E ancora: “La strumentazione di bordo era perfettamente funzionante e conforme alle norme, dice la perizia: che dire allora delle discrepanze dagli stessi periti riscontrate tra la profondita’ letta dall’ecoscandaglio e quella riscontrabile dalle carte nautiche? E cosa della mancata omologazione, risultante dal certificato di sicurezza della nave, del sistema di cartografia utilizzato?”. Vero e’ che il sistema di cartografia elettronica ECDIS non e’ ancora obbligatorio a bordo della navi passeggeri, “ma vero e’ anche che, in tal caso, si deve navigare con le carte tradizionali adeguate e quelle a bordo della Concordia non lo erano a causa della scala inadatta”. L’associazione di tutela dei consumatori si sofferma poi sul capitolo porte stagne: “stranamente nella relazione e nella tabella degli eventi si leggono solo indicazioni del tipo ‘porta chiusa’ senza che sia stato in precedenza evidenziato l’evento ‘porta aperta’. E’ vero che le porte stagne risultano essere state chiuse un paio di minuti dopo l’impatto, ma e’ anche vero che alle 22.01 circa vengono registrati dal VDR dei ‘fault’ (malfunzionamenti) di diverse porte e che risulta in atti la testimonianza di Iaccarino che attesta il verificarsi delle aperture non comandate di tali porte e l’impossibilita’ di chiuderle mediante i comandi impartiti dal sistema MARTEC. Nulla di tutto questo trapela dalla relazione finale e dalle risposte ai quesiti che poi e’ l’unica cosa che, probabilmente, i magistrati saranno in grado di leggere data la mole infinita di dati e la complessita’ degli stessi”. Ma “la cosa piu’ grave e’ la maniera in cui viene liquidata la questione del generatore di emergenza”, e’ detto ancora: A fronte di una istanza del tecnici Codacons articolata su 11 pagine “fitte di richieste specifiche di verifiche di conformita’ alle norme SOLAS”, i periti “se ne escono con l’affermazione che il generatore di emergenza e’ conforme alle norme medesime basata solo sul fatto che esso e’ correttamente allocato sul ponte continuo piu’ alto della nave. Nessuna verifica e’ stata fatta a questo proposito ne’ sulla nave Concordia ne’, come avrebbe potuto essere fatto molto piu’ agevolmente e semplicemente, sulla gemella Serena. Non ha importanza, dicono i consulenti tecnici, se il generatore di emergenza non ha funzionato, tanto la nave sarebbe affondata lo stesso. Dimenticano di mettere nel conto il fatto che il malfunzionamento del generatore di emergenza ha probabilmente causato la totale perdita di controllo della nave, il malfunzionamento del computer NAPA essenziale supporto decisionale per il comandante, il malfunzionamento del computer MARTEC che ha perso il controllo non sole delle porte stagne ma, probabilmente, anche delle porte degli ascensori”.Viene ricordato dal Codacons che “dentro la tromba dell’ascensore sono state trovate morte ben quattro persone: come ci sono finite dentro? Forse mentre fuggivano terrorizzate durante uno dei numerosi blackout causati dalle defaillance del generatore di emergenza e di cui quasi nulla si dice nella perizia”. Con questa perizia – spiega l’associazione – “si vuole attribuire tutta la responsabilita’ dell’incidente al comandante Francesco Schettino, sollevando la Costa Crociere da ogni colpa, nonostante la societa’ abbia permesso la partenza di una nave con strumentazione difettosa, tollerato inchini dinanzi le coste che oramai erano una vera e propria prassi, e consentito al comandante l’apertura e la chiusura delle porte stagne a suo piacimento”. Il Codacons dunque chiedera’ la sostituzione dei periti nominati dal Gip ed una nuova perizia “che possa individuare a 360 gradi le ragioni del naufragio e le responsabilita’ di tutti i soggetti coinvolti”. Intanto a breve a Miami si aprira’ la fase di confronto tra Costa Crociere, la compagnia Carnival e gli oltre 80 passeggeri che tramite il Codacons hanno citato le due societa’ per danni. (AGI) Vic  
 

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