22 Gennaio 2012

Concordia, class action dei naufraghi oggi la fiaccolata dei dipendenti Costa

Concordia, class action dei naufraghi oggi la fiaccolata dei dipendenti Costa
iniziativa del codacons negli usa: rimborso minimo 123 mila euro la tragedia del mare

Genova si prepara a fare i conti con il più grande “sinistro” (dal punto di vista del tonnellaggio della nave) che mai sia stato affrontato nella storia del mare. Il naufragio della “Costa Concordia” (115mila tonnellate di stazza lorda), con il suo tragico epilogo, dovrà necessariamente essere “tradotto” dal punto di vista economico. Ma mentre la partita assicurativa seguirà un percorso già individuato (scafo e motori sono stati assicurati e riassicurati sul mercato internazionale), ancora da definire è la partita degli indennizzi. A Genova si è costituito nei giorni scorsi il comitato dei naufraghi della Costa Concordia, che riunisce quindici delle diciotto sigle rappresentative del movimento dei consumatori. Già indicata una prima richiesta per i danni subiti, ottanta milioni di euro. Costa ha risposto, dando la propria disponibilità a far scattare immediatamente un tavolo di confronto. In parallelo, però, è scattata una seconda iniziativa che potrebbe portare a ottenere per i passeggeri sopravvissuti al naufragio una cifra minima di 160mila dollari (circa 123mila euro) come risarcimento da parte del gruppo armatoriale genovese il cui capitale è però interamente controllato dall´americana Carnival Corporation. Ed è proprio qui, a Miami, in Florida, quartier generale della Carnival, che potrebbe scattare una nuova iniziativa legale di difesa dei naufraghi. I sito della Bbc, infatti, cita l´avvio di una class action negli Stati Uniti firmata dall´associazione di difesa dei consumatori Codacons e dagli studi legali statunitensi “Proner & Proner” e “Napoli Bern Ripka Shkolnik”. «Assieme al Codacons abbiamo formato un´associazione per difendere collettivamente i passeggeri della Costa Concordia vittime del disastro», ha spiegato Mitchell Proner, legale dello studio “Proner & Proner”. La class action verrà presentata entro mercoledì a Miami. Il risarcimento che ci si aspetta dalla Corte Americana, secondo le stime dei legali, è di almeno 125 mila euro a passeggero, sino a 2 o 3 volte tanto per casi specifici e sino a oltre un milione di euro nei casi più gravi. La class action è rivolta non solo agli italiani, ma ai cittadini di qualunque nazionalità che si trovavano a bordo della nave. I passeggeri possono iscriversi compilando l´apposito modulo sul sito www. codacons. it disponibile anche in lingua inglese. «Si tratta di un incidente di inaudita gravità – afferma il presidente Carlo Rienzi – Tutti coloro che si trovavano a bordo della nave hanno diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti (costo vacanza, beni personali persi o danneggiati, e ogni eventuale danno fisico), ma anche per quelli morali, come la paura e il terrore subiti, e per i rischi corsi in relazione all´incolumità fisica. E´ inammissibile che, nonostante le sofisticatissime strumentazioni a bordo di tali navi, installate proprio per evitare scontri e incagliamenti, si verifichino simili incidenti». Oggi alle 14, intanto, sfila a Genova quello che è già stato ribattezzato “Orgoglio Costa”. I dipendenti, che si riuniranno in piazza de Ferrari, hanno organizzato una fiaccolata per “i colleghi eroi”. Lo slogan della manifestazione è “L´equipaggio c´è”. Il desiderio dei dipendenti è quello di esprimere «solidarietà, rispetto e vicinanza ai passeggeri e ai colleghi della Costa Concordia», definiti «eroi», e «orgoglio e senso di appartenenza alla compagnia». L´iniziativa, lanciata attraverso Facebook, ha già raccolto 700 adesioni. «La nostra – spiegano gli organizzatori nella pagina del social network dedicata all´evento – non è una manifestazione, vuole essere piuttosto una ‘fiaccolata alla luce del sole´ per sostenere i nostri colleghi eroi di costa concordia ed i nostri passeggeri coinvolti. L´incontro avverrà nel silenzio e nel rispetto più totale. Non sono pertanto ammessi slogan o messaggi polemici, offensivi, tendenziosi o allusivi. Non sono ammessi megafoni, microfoni, radio o quant´altro possa generare rumore e creare disturbo».

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