29 Gennaio 2012

Concordia, class action da 460 milioni di dollari   

Concordia, class action da 460 milioni di dollari 
  presentata a miami da sei passeggeri. trovata la vittima numero 17 naufragio del giglio il codacons: partita la causa altre persone potranno aggiungersi per chiedere i danni

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DAL NOSTRO INVIATO GROSSETO – Quattrocentosessanta milioni di dollari di danni richiesti da sei persone. Parte negli Usa la prima class action per il disastro della Costa Concordia e l´obiettivo è la Carnival, società capofila dell´armatore. A presentarla è stato uno studio di Miami per conto di passeggeri individuati dal Codacons, quattro statunitensi e due italiani. «Dieci milioni sono per le persone danneggiate, gli altri rappresentano quello che in America viene definito il danno punitivo contro la compagnia», spiega Carlo Rienzi, presidente dell´associazione di consumatori. A ogni danneggiato andrebbe dunque circa un milione di euro, una cifra enormemente superiore agli 11 mila euro più spese previsti da Costa. «Partita la causa negli Usa, altre persone potranno aggiungersi». Il Codacons è già parte offesa nel procedimento in corso a Grosseto. Anche il Comune del Giglio, con la Provincia, si costituirà quando partirà il processo. Lo assicura il sindaco Sergio Ortelli: «Non è detto che questa sia la nostra unica iniziativa». L´amministrazione potrebbe anche avviare una causa civile autonoma contro la Costa. Nel giorno dell´interruzione del lavoro preparatorio all´estrazione del gasolio a causa delle condizioni meteo, le ricerche non si sono fermate. Gli uomini della Finanza hanno trovato il corpo di una donna. Molto probabilmente si tratta di Erika Soriamolina, 25 anni, che a bordo faceva la barista. Molti testimoni hanno raccontato di averla vista aiutare i passeggeri a salire sulle scialuppe prima di scomparire. I suoi parenti, la sorella e i genitori, sono qui da giorni, aspettano notizie a Porto Santo Stefano. Dopo il naufragio sono stati a visitare il relitto, ed hanno gettato in mare un mazzo di fiori. Ieri è stato anche riconosciuto il cadavere di una donna tedesca, Inge Schall. Nel relitto della Costa Crociere sono sparite altre 16 vite. Sono altre sette le persone provenienti dalla Germania da ritrovare secondo la prefettura di Grosseto. Poi ci sono due francesi, un indiano, e due statunitensi. Gli italiani che mancano all´appello sono quattro. Il musicista Giuseppe Girolamo e Mariagrazia Trecarichi, una cinquantenne siciliana in viaggio con un´amica, Luisa Virzì, recuperata cadavere alcuni giorni fa dai sommozzatori. Poi ci sono Williams Arlotti e sua figlia Dayana, 5 anni. I rifiuti rappresentano un problema sempre maggiore per i soccorritori. L´armatore deve presentare un piano per smaltirli nei prossimi giorni. Sarebbe stato individuato già un sito dove portare la roba che non viene smaltita immediatamente (come succederà invece ad esempio per le acque nere). Si troverebbe a Talamone. Ieri i responsabili della Smit, l´azienda olandese che si sta occupando del lavoro di svuotamento dei serbatoi insieme alla livornese Neri, hanno affrontato il tema dello smaltimento della nave. Avverrà quando sarà tolto tutto il carburante, il commissario straordinario Franco Gabrielli ha già annunciato che verrà fatto un bando per trovare ditte specializzate. «Intanto ripulire l´interno della nave dagli inquinanti, oltre al combustibile dei serbatoi, richiederebbe talmente tanto tempo che, prima di iniziare a farlo, probabilmente si sarà già cominciato a rimuoverla», ha detto ieri Massimiliano Igueira, responsabile in Italia della Smit. Ci sono due ipotesi. La prima è quella di smontare la nave al Giglio e portarla via a pezzi. In questo modo però il relitto resterebbe molti mesi davanti al porto dell´isola. La seconda strada è quella di riportarla in asse tappando le falle per poi trasportarla altrove. «Un´operazione che comunque durerà, nella migliore delle ipotesi, alcuni mesi».
michele bocci.

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