Concordia, aeroporti e lo strapotere dei grandi
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fonte:
- il Tirreno
SGUARDO SINISTRO di ALFONSO M. IACONO Pesci grandi privati mangiano pesci piccoli pubblici. La legge del più forte. L’ infinito scontro tra forza e giustizia. Due vicende di questi giorni, apparentemente assai lontane tra loro per contenuto, hanno in comune quella legge non scritta che si fa beffe della famosa e bella frase che troviamo apposta nelle aule di tutti i tribunali: «la legge è uguale per tutti». Le due vicende sono la condanna di Schettino e la fusione degli aeroporti di Firenze e di Pisa. In entrambi i casi, infatti, la netta sensazione è che appunto i pesci grandi del privato mangiano i pesci piccoli del pubblico. Vediamo in che senso. Se teniamo conto del processo a Schettino, tutta l’ attenzione è stata rivolta al numero di anni (pochi) di condanna e al fatto che il famigerato comandante non andrà in galera. Notizie che lasciano a dir poco smarriti. La giustizia deve essere il contrario della vendetta e le garanzie nel diritto devono essere sacre, ma certo, in questa vicenda, si avverte qualcosa che ha uno strano, amaro sapore. Come ha rilevato Fabrizio Brancoli sulle pagine di questo giornale, bisogna mettere in conto il fatto la Costa Crociere se l’ è cavata fin troppo bene con un po’ di risarcimenti neanche troppo gravosi e con la sostanziale, presunta estraneità diretta all’ incidente. Eppure gli avvocati del Codacons hanno segnalato le inadempienze in fatto di sicurezza della Costa Concordia e aspettano ancora risposte su documenti che non vengono fuori e file e registri di manutenzione del Generatore di Emergenza dai contenuti a dir poco contraddittori. Tuttavia, il piccolo pesce pubblico qualcosa ha fatto e segnalato. La Costa Crociere aveva risolto con il risarcimento di circa 11.000 euro a testa ai naufraghi che erano usciti indenni dal disastro. Soldi forse un po’ troppo frettolosamente accettati dalla maggior parte dei Naufraghi. I giudici hanno invece stabilito 30.000 euro come base di partenza. Dunque, almeno la responsabilità civile alla Costa Crociere è stata riconosciuta e in una misura di ben tre volte maggiore rispetto a quella troppo premurosamente offerta dalla compagnia e caldeggiata anche da alcune Associazioni di Consumatori più accomodanti. Passiamo alla fusione degli aeroporti. Anche qui il pesce grande che in questo caso viene dalle acque argentine si mangia il pesce piccolo, quello delle istituzioni regionali e locali. Nonostante i vincoli, i dissensi, le proteste, il fatto resta. Il potere pubblico soggiace al potere privato e vi si mette al servizio, magari anche (si spera) con poteri di controllo e, mi auguro, con strategie che non riducano l’ area vasta costiera a periferia, ma sempre in condizioni di subalternità. L’ assessore Dario Danti, di Sel, si è dimesso e il Comune di Pisa ha problemi di tenuta della maggioranza. Sarebbe importante puntare ora la discussione e la riflessione sull’ idea di Area Vasta. Non sono convinto, per esempio, che si debba parlare di un’ unica area metropolitana tra Firenze e Pisa, ma di più aree metropolitane capaci di cooperare tra loro a pari condizioni. Le istituzioni pubbliche sono ridotte a ruoli subalterni di fronte al grande capitale, che fa e disfa, si mostra micragnoso quando deve rimborsare chi ha danneggiato o chiede alle istituzioni di essere compiacente finanziatore. Se ci accetta tale subalternità, è inutile dichiararsi d’ accordo con le analisi di Picketty, con i suoi richiami a Balzac e a Marx, e con la necessità di fronteggiare le crescenti e vergognose diseguaglianze, sicuramente favorite dalla soggiacenza delle istituzioni agli interessi e al potere del Capitale del XXI secolo. E poi, come ci fece vedere il film per bambini Alla ricerca di Nemo, forse è bene ricordarsi che non sempre i pesci piccoli si fanno mangiare dai pesci grandi, specie se si mettono insieme.
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