Conclusa l’ indagine sul tempio crematorio Primi patteggiamenti
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fonte:
- La Stampa
davanti al gup roberto ravetti e altri sette imputati nel gruppo anche un capo squadra del servizio rifiuti
Sono passati appena otto mesi da quando il luogotenente Tindaro Gullo, al comando dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, aveva fatto irruzione nel tempio crematorio di Biella e arrestato l’ amministratore della società Alessando Ravetti e uno dei dipendenti, Claudio Feletti. Lunedì, in tempi record verrà già chiusa una sostanziosa parte dell’ indagine, quella che riguarda essenzialmente i dipendenti della So.Cre.Bi. che hanno chiesto e ottenuto di poter patteggiare. Il procuratore Teresa Angela Camelio ha stralciato soltanto tre posizioni, quella di un dipendente a cui, per cause squisitamente tecniche verrà concesso il patteggiamento più avanti e quelle dei due fratelli Alessandro e Marco Ravetti, considerati i maggiori responsabili degli abusi che si consumavano all’ interno del crematorio e che dovranno affrontare il processo, anche se, probabilmente, con ritto abbreviato. Per loro le richieste della Procura potrebbero esser ben più alte, a partire dai sette anni. Domani il gip sarà invece chiamato a esaminare otto proposte di patteggiamento, per Roberto Ravetti, titolare dell’ impresa funebre di famiglia, Alessandra Barbero Fortunato, moglie di Alessandro Ravetti e responsabile della contabilità di So.Cre.Bi, il caposquadra Seab Alberto Marutti, accusato di corruzione per aver ricevuto soldi dai Ravetti per organizzare lo smaltimento non autorizzato di rifiuti dal crematorio, e i dipendenti So.Cre.Bi. Giuliano Ramella Pezza. Andrea Braghin, Gianni Mario Rosset, Davide Deprea e Claudio Feletti. Per tutti questi la pena chiesta dal procuratore Camelio è di due anni. Starà ora al gip decidere se l’ accordo è congruo o se va rivisto. Alle richieste di patteggiamento continuano a dichiararsi contrai i legali del Codacons, che non hanno risparmiato nelle ultime settimane attacchi anche violenti nei confronti della Procura. Non è da escludere infatti che lunedì mattina davanti al tribunale venga organizzata una protesta delle famiglie, per le cui denunce è stata chiesta l’ archiviazione. Un’ azione dimostrativa di sicuro effetto, che però è difficile influisca sulle decisioni già prese da tempo in Procura. M. Zo. – c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI Fuori dai patteggiamenti i due fratelli Ravetti cormic.
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