7 Dicembre 2018

Concitati per le feste: sotto l’ albero di natale ci sono cento milioni

ero o sintetico? Terra e foglie oppure plastica e metallo? Ancor prima dei regali, ancor prima della scelta del luogo giusto dove trascorrere le feste, siamo al momento in cui le famiglie italiane si trovano davanti ad un bivio: la scelta dell’ albero di Natale. Le variabili da calcolare non sono poche: praticità, bellezza, convenienza, sostenibilità, per dirne solo alcune. Secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) quest’ anno nelle case degli italiani entreranno 11 milioni di alberi di Natale, tra finti e naturali, in flessione comunque rispetto al 2017. Calo confermato dai vivai che registrano un 2 per cento in meno. Colpevole anche la vendita online dove ci si può far recapitare a casa un abete vero, sborsando dai 30 ai 50 euro. Il modello giusto? Piace di più l’ albero basso ed economico (per questioni di budget ma anche di spazio), scelto da più del 70 per cento degli italiani disposti a spendere tra i 20 e i 40 euro, nel caso si preferisca un abete naturale, mentre per quelli sintetici il prezzo scende tra i 12 e i 25 euro. Solo il 4 per cento si concede il lusso di un albero alto oltre 2 metri con una spesa che supera i 100 euro. Secondo un’ indagine del Codacons, domina la scena il finto abete, quello che finite le feste si ripone in soffitta: lo scelgono 7 famiglie su dieci. Complessivamente il giro d’ affari, intorno all’ acquisto dell’ albero di Natale, resta comunque notevole, circa 100 milioni di euro, con un mercato che spinge molto sugli alberi in pvc, sempre più simili ai veri abeti costruiti con materiali innovativi (come il memory shape, una lega metallica che “ricorda” la sua forma). Colorati a seconda dei capricci della moda (va molto il bianco) e decorati con i materiali preziosi (dai cristalli alla fibra ottica). Circa l’ 80 per cento è prodotto in Cina. «Quando arrivano nel nostro Paese, dopo aver percorso migliaia di chilometri, hanno già inquinato moltissimo» spiegano gli agricoltori della Cia. E dunque: meglio l’ abete naturale? Risponde il Consorzio per la valorizzazione dell’ albero di Natale del Casentino, in provincia di Arezzo, una delle zone d’ Italia a più densa coltivazione di abeti: «Per produrre un albero di plastica si consumano 20 chili di petrolio, con un’ emissione nell’ atmosfera di 23 chili di anidride carbonica. Per smaltirlo servono più di due secoli». Così, cresce il fenomeno dell’ albero a noleggio, soprattutto per Comuni e aziende. «Gli ordini aumentano del 30 per cento ogni anno» spiega Tullio Zenone, titolare dell’ omonimo vivaio a Mezzomerico (Novara) che ha concentrato l’ attività sul noleggio. Fino a 10 metri, luci a led dai colori personalizzati. Non sempre è un regalo per tutte le tasche, però. Un esempio: noleggiare un abete di 4 metri, con illuminazione, costa 1.500 euro. Trasporto escluso. V BASSO È BELLO Naturale o sintetico, comprato oppure noleggiato, resta comunque una spesa irrinunciabile per molte famiglie italiane. Ecco una guida ai prezzi.
di andrea gaiardoni

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