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18 Gennaio 2018

Concerti degli U2, il tribunale cambia idea: «Biglietti regolari»

ROMA TEMPI duri per la Siae. Dopo la rottura del monopolio nella raccolta dei diritti d’ autore ad opera della piccola, ma combattiva, Soundreef, dopo l’ annuncio sessista del mandatario di Stradella (prontamente rimosso dall’ incarico) che cercava una tirocinante purché «di bella presenza», la Società del diritto d’ autore si trova a che fare pure con l’ ordinanza con cui il tribunale di Roma rigetta il ricorso d’ urgenza presentato in estate dall’ ente contro Live Nation adombrando illeciti sulla rivendita dei biglietti per il doppio show romano degli U2. IL TRIBUNALE, infatti, revoca la precedente ordinanza ribaltandone i contenuti e scagionando Live Nation con la precisazione, fra l’ altro, che il rapido esaurimento dei biglietti nel canale ufficiale di vendita online e la loro immediata disponibilità sui siti di secondary ticketing non sono riconducibili a un presunto comportamento illecito del colosso dell’ entertainment, ma semplicemente «al fatto, del tutto evidente, che ai prezzi di vendita ufficiali la domanda di acquisto è ampiamente eccedente l’ offerta disponibile». LA SIAE motivava il suo intervento col diritto ad ottenere il pagamento del compenso d’ autore anche sui ricarichi operati dai siti di reticketing sul prezzo nominale del biglietto, ma il magistrato ha stabilito che nulla gli è dovuto in quanto l’ ente ha regolarmente riscosso i diritti commisurati al prezzo ufficiale dei tagliandi. E che il numero dei biglietti presenti, secondo la Siae, sui siti dei due principali venditori operanti sul mercato parallelo, Seatwave e Viagogo, per le date romane del “The Joshua Tree Tour” «risulta tutt’ altro che significativo rispetto alle dimensioni degli eventi, due concerti per complessivi 110.000 posti». Da notare che Siae si era già schierata in prima fila contro Live Nation dopo lo scandalo sul secondary ticketing fatto scoppiare nell’ autunno 2016 da “Le iene”, un caso di cui non si conosce ancora l’ esito. CRITICHE arrivano però dal Codacons: «Sul fenomeno del secondary ticketing il tribunale va nella direzione opposta rispetto ad Antitrust e procura di Milano – spiega l’ associazione di difesa dei consumatori in una nota – Infatti sia l’ Autorità per la concorrenza che i pm milanesi hanno pienamente accolto le denunce del Codacons, la prima infliggendo una sanzione da 1,7 milioni di euro agli operatori, i secondi chiedendo solo pochi giorni fa il rinvio a giudizio per nove indagati, tra persone fisiche e società, per irregolarità nella vendita online dei biglietti di concerti». Andrea Spinelli.
andrea spinelli

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