1 Ottobre 2014

Con le SANZIONI gas russo più caro (sempre che arrivi)

Con le SANZIONI gas russo più caro (sempre che arrivi)

L’ inverno è ancora lontano, ma tutti sanno che arriverà e molti sospettano che il gas russo, invece, non arriverà affatto. Perciò i prezzi, in Italia, salgono. Da oggi l’ incremento nelle tariffe di luce e gas sarà rispettivamente dell’ 1,7 e del 5,4 per cento. Anche se, a quanto dice l’ Autorità per l’ Energia, per una famiglia -tipo il 2014 si chiuderà con un risparmio complessivo di 84 euro rispetto alla bolletta del gas di tutto il 2013, per effetto dei nuovi “prezzi europei”. Per il gas, le tensioni sui mercati legate agli attesi rialzi stagionali della materia prima e alla crisi ucraina hanno determinato un rincaro. Come volevasi dimostrare, le sanzioni colpiscono tanto chi le fa quanto chi le subisce. E colpiscono a tutto tondo, perché i prezzi dell’ energia sono legati fra loro, anche se non in modo meccanico. L’ elettricità rincara perché è in parte prodotta con il gas, ma anche perché in certe situazioni chi non ha gas consuma elettricità. Quanto al conto finale, non sono quelli che decidono le sanzioni a pagarlo, ma i consumatori. «Una pessima notizia per le famiglie italiane, e potrebbe avere conseguenze negative nei prossimi mesi, deprimendo ulteriormente i consumi – lamenta il Codacons -. In un contesto delicatissimo come quello che sta vivendo l’ Italia, con le spese delle famiglie in caduta libera e il potere d’ acquisto in costante riduzione, un incremento delle bollette di servizi essenziali come l’ energia rappresenta una maledizione, soprattutto per quei nuclei numerosi e a basso reddito». Per il presidente dell’ as sociazione, Carlo Rienzi, «a mantenere elevate le bollette del gas sono soprattutto le imposte, che incidono mediamente per il 35% sul prezzo finale pagato dai consumatori, contro una media europea del 20%». Rienzi non risparmia il quasi suo omonimo presidente del Consiglio: «Chiediamo al governo di ridurre al più presto il peso fiscale sulle forniture energetiche degli italiani, allineando le imposte alla media Ue». Giusto, e neppure questo basterà, si intende. La situazione degli approvvigio namenti energetici si sta già facendo tesa in tutta l’ Europa. Il gas russo passa attraverso l’ Ucraina, impegnata in una guerra civile in cui Mosca fa il tifo per l’ altra parte. L’ Ucraina dunque ha accumulato un debito di oltre 5 miliardi di dollari, che solo adesso sembra comincerà a pa gare dopo accese discussioni con il produttore russo Gazprom. In passato, quando i russi sospendevano le forniture perché Kiev restava indietro con i pagamenti oppure non era d’ accordo sui prezzi, gli ucraini prelevavano un po’ del gas russo avviato verso l’ Europa attraverso il loro territorio e tutti erano contenti; o meglio, scontenti. Quest’ anno potrebbe andare ancora peggio: Mosca potrebbe tagliare del tutto le consegne. Non sarebbe un passo facile, perché i gasodollari fanno molto comodo (l’ economia russa è già entrata in recessione), ma quando si è in ballo bisogna ballare e l’ Eu ropa, per parte sua, sta applicando sanzioni abbastanza dolorose. Da una parte e dall’ altra sono in preparazione misure per ridurre l’ impatto del blocco che si sta profilando. La Russia si è accordata con la Cina per venderle gli idrocarburi dell’ Asia centrale, della Siberia occidentale e di quella orientale (più in prospettiva). I Paesi europei stan no cercando di organizzare consegne di emergenza all’ Ucraina, facendo andare i gasdotti in senso inverso, e di rendersi indipendenti dalle forniture di Mosca. I conti però non tornano. I Paesi più dipendenti dal gas russo (Germania, Italia ed Europa orientale) non sono oggi sicuri di poterlo sostituire con quello di altre provenienze, o perlomeno non nella sua totalità. E alcuni stanno rompendo il fronte, come l’ Ungheria, che ha sospeso la rivendita di gas russo all’ Ucraina, ufficialmente per ricostituire le scorte in vista dell’ inverno. Con un orizzonte di pochi mesi, possiamo quindi aspettarci difficoltà di ap provvigionamento, freddo negli appartamenti e aumenti di prezzo. A più lunga scadenza, i legami economici naturali tra Europa e Russia potrebbero dissolversi. Il tutto accompagnato da un pericoloso riallineamento geopolitico (rapporti più stretti tra Russia e Cina) e n aumento delle tensioni. Vogliamo riconsiderarle, quelle sanzioni, signor Renzi? Provi a dirlo alla sua amica Mo gherini.

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