23 Luglio 2007

Con la unit di Eurizon perso il 7%

Le delusioni. L`esperienza di un cliente dell`ex Fideuram Vita

Con la unit di Eurizon perso il 7%

L`assicurato riscatta un contratto del 2002 e realizza una minus di 4.102 euro con una perdita annua dell`1,2% è molto deluso dal risultato del suo investimento realizzato a maggio 2002 attraverso un promotore di Banca Fideuram che gli ha venduto una polizza Vita di tipo unit linked gestita dalla società del gruppo Fideuram Vita (oggi Eurizon Vita). R.P. che scrive da Salerno è tanto amareggiato da avere scritto oltre che a Polizze Chiare anche alla Banca d`Italia e al Codacons. Tra i destinatari, va subito detto che manca quello più importante: l`Isvap, ancora competente per i reclami dei vecchi contratti (www.isvap.it). I motivi per reclamare almeno guardando ai risultati ci sono, anche se, avendo il lettore firmato il contratto dove sono riportate condizioni e costi, ci sono poche possibilità di ottenere una rivalsa. Il lettore a suo tempo ha versato 53.489,66, riscattando in data 21 maggio 2007 R.P. ha incassato 49.387,35 euro, con una perdita netta di 4.102,31 euro (-7,67%) che si traduce in un tasso medio annuo pari a -1,55 per cento. Il risultato non è solo riconducibile al fatto che il lettore abbia riscattato anzitempo, visto che la penalizzazione connessa all`operazione risulta pari allo 0,5% (il coefficiente di riscatto utilizzato è pari a 0,995). Anche i costi iniziali non hanno inciso particolarmente: sono stati pari a 962,81 euro (1,8% sul premio versato). “R.P. ha acquistato una polizza finalizzata all`investimento e non al risparmio previdenziale e ha scelto di investire in uno strumento con orizzonte temporale di otto anni che prevede una esposizione azionaria consistente (minima del 45% e massima dell`85%) – spiegano a Eurizon Vita – e nessuna garanzia di capitale o di rendimento alla scadenza o in caso di riscatto anticipato (come in questo caso, effettuato dal cliente dopo cinque anni). La garanzia di conservazione del capitale è fornita, infatti, solo in caso di morte del cliente. Com`è noto – continua la società – un`esposizione azionaria significativa presuppone – in orizzonti temporali brevi – l`accettazione di oscillazioni anche elevate dell`investimento, che tendono a tradursi in una crescita più stabile se misurata su orizzonti temporali più lunghi“. Appurato che un orizzonte di cinque anni non è certo breve, ma almeno medio lungo, va detto che nello stesso periodo dei banali fondi bilanciati hanno reso l`11,43% (21,98% gli azionari e il 10,45% è il risultato dell`indice Fideuram degli obbligazionari). “La polizza unit linked in questione prevede, in effetti, un meccanismo di ribilanciamento automatico dell`asset allocation – replicano a Eurizon Vita – mano a mano che si avvicina la scadenza, con spostamento dell`investimento su fondi interni con componente azionaria decrescente. Grazie a tale meccanismo, si ottiene l`indubbio vantaggio di consolidare i guadagni realizzati spostando l`investimento su fondi sempre meno rischiosi. Tuttavia quando già nel primo anno, come nel caso del nostro cliente, si realizza una perdita consistente dovuta all`elevata componente azionaria (-21%), il recupero delle perdite realizzate, specialmente in pochi anni, può rivelarsi difficoltoso. In aggiunta, il meccanismo contrattuale di ribilanciamento verso fondi via via meno rischiosi ha accentuato questa problematica. Negli anni successivi al primo – spiegano ancora a Eurizon Vita – l`assicurato ha sempre realizzato guadagni (circa 3500 euro nel secondo anno, circa 790 euro nel terzo, ancora 3000 nel quarto e 750 nel quinto) ma non sufficienti a recuperare la grossa perdita del primo anno“, conclude Eurizon. Va aggiunto in fine che il signore di Salerno contattato telefonicamente da “Plus24“ ha anche spiegato che il promotore finanziario non gli ha saputo spiegare il motivo per cui si è registrata una perdita simile. pagina a cura di Federica Pezzatti.

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