2 Novembre 2019

Con la tassa sui contenitori stangata da 100 euro a famiglia

i conti. un’ imposta sui prodotti monouso, come bottiglie o buste sale l’ aliquota sulla casa
ROMA. Bottigliette per acqua e bibite, buste dell’ insalata. Ma anche contenitori del latte in tetrapak e materiali per proteggere il trasporto di oggetti, come il polistirolo. I tappi e le etichette. È lunga la lista dei prodotti di plastica che saranno soggetti alla nuova «plastic tax» prevista dalla manovra. La nuova tassa sulla plastica, dalla quale sono escluse quelle compostabili, ha già messo in allarme i consumatori: si teme che i nuovi costi saranno «scaricati» dalle aziende sui consumatori, con le famiglie che rischiano di spendere fino a 138 euro in più, secondo Federconsumatori. Secondo i calcoli del Codacons la «stangata» può arrivare a 165 euro, considerando anche lo stop, sempre in chiave ecologista, alle agevolazioni sul gasolio per l’ autotrasporto anche agli euro 3. La tassa sulla plastica si applicherà a tutti i prodotti monouso, escluse le siringhe e taniche, secchi e i contenitori per custodire oggetti vari. Sono coinvolti, spiega la relazione che accompagna la bozza della legge di Bilancio, tutti i prodotti per contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari. Tra questi appunto bottiglie, buste e anche le vaschette per gli alimenti, ma anche i contenitori in tetrapak utilizzati per latte, bibite o vini nonché i contenitori per detersivi realizzati in materiali plastici. Coinvolti anche gli imballaggi in polistirolo espanso, i rotoli in plastica pluriball e le pellicole e film in plastica estensibili, che servono per la protezione o la consegna di prodotti come elettrodomestici o apparecchiature informatiche. Accanto alla nuova imposta «ecologica» il governo giallorosso introduce però anche degli incentivi green per le aziende che puntano a riconvertirsi alla produzione di bioplastiche. Queste imprese avranno a disposizione un credito d’ imposta del 10% per le spese sostenute nel 2020 fino a un massimo di 20mila euro.Sul fronte immobiliare, invece, basta Imu e Tasi: con la manovra arriva una «nuova Imu», che unifica le due imposte e, nelle intenzioni dichiarate del governo, non dovrebbe aumentare il carico fiscale sul mattone. L’ aliquota base, però, aumenta dal 7,6 all’ 8,6 per mille e i sindaci avranno spazio per manovrarla fino a un massimo del 10,6 per mille salvo il prossimo anno quando quei Comuni che già avevano portato al massimo il peso di entrambe le tasse sulla casa potranno alzare l’ imposizione fino all’ 11,4 per mille. Una scelta che probabilmente faranno i grandi Comuni come Roma e Milano – come evidenzia anche Confedilizia che paventa il rischio di aumenti delle tasse sulla casa – e che comunque andrà fatta con esplicita delibera. Dal 2021 non ci sarà più la possibilità di alzarla a quel livello ma si potrà, al massimo, ridurre. Ma la novità è che i sindaci potranno anche decidere di azzerare del tutto l’ imposta.

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