27 Marzo 2015

Con la fatturazione elettronica risparmi fino a 2 miliardi nella Pa

Con la fatturazione elettronica risparmi fino a 2 miliardi nella Pa

ROMA . Arriva la e-fattura: dal 31 marzo scatterà infatti l’ obbligo della fatturazione elettronica per i fornitori di enti locali e Asl che si allarga così all’ intera pubblica amministrazione. L’ operazione, annunciata ieri dalla direttrice dell’ Agenzia delle entrate Rossella Orlandi, riguarderà 2 milioni di soggetti per 50 milioni di fatture all’ anno. Il meccanismo, ha spiegato la responsabile dell’ Agenzia, «porterà alcuni miliardi di risparmi per la collettività e darà la possibilità alla pubblica amministrazione di monitorare con puntualità le sue uscite, mese dopo mese ». Secondo il presidente della Commissione sull’ Anagrafe tributaria, Giacomo Portas, che ha citato una stima del Politecnico di Milano, i risparmi «a regime» saranno tra 1,7 e 2 miliardi». La fatturazione elettronica, che con la delega arriverà anche tra privati, consentirà «risparmi ma anche un monitoraggio della spesa pubblica e una accelerazione nei pagamenti», ha proseguito Rossella Orlandi. Ne sortirà un aiuto alla spending review: ci sarà una riduzione dei prezzi e dei costi dello Stato, la fatturazione elettronica «deve essere uno strumento per il futuro perché previene l’ evasione in modo non invasivo». Le operazioni sono comunque in salita: secondo l’ Agenzia per l’ Italia Digitale, sono 449 i soggetti ancora non registrati sull’ indice delle pubbliche amministrazioni, operazione necessaria per il lancio della fatturazione elettronica. Mentre si lavora all’ operazione 730 precompilato, resta aperta la questione degli 800 dirigenti «retrocessi» dalla Corte costituzionale perché promossi senza concorso ma per chiamata interna. La sentenza è diventata operativa da ieri, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale , e così l’ Agenzia si è trovata con soli 300 dirigenti: nell’ emergenza della struttura cui spetta il compito di lottare contro l’ evasione molti “senior” hanno assunto l’ interim di più uffici, mentre gli altri «illegittimi » continuano a svolgere il proprio lavoro ma senza essere tenuti al raggiungimento degli obiettivi e con minori responsabilità. Il ministro Padoan nei giorni scorsi ha assicurato che si sarebbe occupato del problema: ora si attende un decreto del governo che consenta lo svolgimento dei concorsi (ma c’ è anche chi parla di sanatoria). Come ha assicurato il ministro dell’ Economia gli atti dei dirigenti sono comunque legittimi, un concetto ripetuto ieri anche da Rossella Orlandi che ha lanciato un allarme: «Non so come ci organizzeremo, serve una soluzione immediata», ha detto. Ha tuttavia assicurato, in replica al Codacons che parla di «atti impugnabili », che chi percorre questa strada «butta semplicemente i soldi» perché gli atti sono legittimi e «tentare di farli impugnare ai cittadini è una cosa vergognosa». Replica finale del sottosegretario Zanetti per il quale, invece, le impugnative «non si possono impedire e non sono vergognose» © RIPRODUZIONE RISERVATA

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