Con la crisi revisione in vista per 69 studi di settore
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fonte:
- Il Gazzettino
Dai sexy shop alle autoscuole, dalle scuole di vela ai centri di medicina estetica, dai rivenditori di lapidi cimiteriali ai riparatori di lavatrici: sono 69 gli studi di settore, lo strumento attraverso il quale commercianti, lavoratori autonomi e professionisti pagano le tasse, che verranno rivisti nel corso del 2009. L’elenco delle macro-categorie per le quali si annuncia un ritocco alle tasse a partire dal periodo di imposta 2009 è allegato ad un provvedimento del direttore dell’ Agenzia delle Entrate Attilio Befera. Si tratta della revisione ‘ordinaria’ degli studi che dovrà essere completata dalla Commissione degli esperti entro il 30 settembre. I dati di riferimento per un aggiornamento sono quelli del 2007. Ma nel corso del 2009 è prevista anche una revisione straordinaria. Il cosiddetto decreto legge anti-crisi (approvato dalla Camera e ora all’attenzione del Senato) stabilisce infatti che entro marzo siano introdotti ‘correttivi’ agli studi da applicare per l’anno di imposta 2008 che tengano conto della situazione di crisi economica. Si tratta di un ‘refresh’ per circa 200 studi di settore, di cui una settantina revisionati lo scorso anno. Tornando invece alla revisione ‘ordinaria’, gli studi da aggiornate a partire dal periodo di imposta 2009 «sono stati selezionati – spiega il direttore dell’Agenzia delle Entrate nel provvedimento – in relazione all’anno della loro approvazione, ovvero studi approvati in anni meno recenti, nonché sulla base delle segnalazioni pervenute da parte delle associazioni di categoria e dalla Commissione degli esperti». Gli studi di settore che impegneranno la Commissione degli esperti quest’anno hanno tutti come primo anno di applicazione il 2006 o il 2005. I settori interessati sono i più diversi: si va dalle agenzie matrimoniali ai produttori di olio, dai traduttori ai servizi catering, dalle scuole di danza ai giornalai, dai commercialisti ai fiorai. Per far fronte alla crisi economica negli scorsi mesi diverse sono state le proposte sugli studi di settore che, essendo aggiornati su dati di due anni prima, meno sembrano essere in grado di rispondere ai cambiamenti di situazione. Se alcune categorie ne avevano chiesto addirittura una sospensione altre avevano sottolineato l’esigenza di allentarne la valenza probatoria. Nel decreto anti-crisi si era affacciata l’ipotesi, per esempio, di un’inversione dell’onere della prova, oggi a carico del contribuente se non in linea con il proprio studio. Ma al momento resta solo un impegno ad inserire dei correttivi in corsa per i settori particolarmente in difficoltà. Diminuisce invece cartella pazza. Nel corso del 2008 sono state spedite 17 milioni di cartelle di pagamento ai contribuenti. Di queste, meno del 2% sono state contestate. «Un dato assolutamente fisiologico». Lo sottolinea Equitalia spa, «la società – spiega una nota – che ha riportato dal 2006 la riscossione in mano pubblica (51% Agenzia delle entrate e 49% Inps)». Ma i consumatori insistono e, in particolare il Codacons, informa di aver ricevuto «migliaia di segnalazioni» sul blog del presidente, Carlo Rienzi. Inoltre, va registrata anche la diminuzione delle azioni sugli autoveicoli e le iscrizioni ipotecarie sulle abitazioni: le prime nella misura del 35% (i preavvisi di fermo degli autoveicoli nel 2008 ammontano ad 1 milione e 124 mila, di cui solo la metà si è trasformata in fermo effettivo) e le seconde di oltre il 50% (da 270 mila a 112 mila).
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