21 Dicembre 2004

«Con la crisi che c?è l?ultimatum di Sirchia appare fuori luogo»

LA LOTTA AL TABACCO. Il Codacons: «Pronti a schierarci accanto al ministro nella battaglia che si farà al Tar»

Fumo, dagli esercenti un «no» al diktat

La Confcommercio: «Con la crisi che c?è l?ultimatum di Sirchia appare fuori luogo»

Roma . Non si placa lo scontro sull?imminente divieto di fumare nei locali pubblici e sui luoghi di lavoro. Con la crisi che ha colpito un pò in tutti i settori produttivi italiani gli ultimatum del ministro della Salute Girolamo Sirchia sono decisamente «fuori luogo… insomma, se li poteva proprio evitare».
Il direttore generale di Fipe-Confcommercio, Edi Sommariva, dopo tre giorni di polemiche sulla legge antifumo che diventerà operativa dal 10 gennaio, ritorna ancora sull?argomento per chiarire le posizioni dei pubblici esercenti.
Innanzitutto, chiarisce, è una contraddizione in termini, per un ministro, parlare di « polemiche strumentali attivate da chi lucra sulle sigarett e».
«È una contraddizione poichè a lucrare sul fumo è in primo luogo lo Stat o. Mi chiedo sulla base di quale meccanismo allora Sirchia sia arrivato a ipotizzare una nostra strumentalizzazione da parte dei produttori di tabacco». Sulla legge antifumo gestori di bar e ristoranti assicurano di non aver nulla da eccepire. «Proprio perchè vogliamo che venga ben applicata – precisa Sommariva – chiediamo chiarezza. Noi non ci guadagniamo nè ci perdiamo».
«È assurdo – spiega Sommariva – far passare il concetto che noi esercenti ci ribelliamo perchè perderemmo incassi: già il 15-20% ha deliberatamente scelto il divieto di fumo totale nel proprio locale. È vero invece che chiediamo un?applicazione soft della nuova normativa, con buon senso e intelligenza».
Di qui la richiesta di far slittare di sei mesi l?entrata in vigore della legge. La proroga servirebbe per raggiungere due obiettivi: sollevare gli esercenti dal ruolo di « sceriff i» con conseguente possibile multa se non si svolge questo ruolo e attuare una campagna di comunicazione sulla legge.
«Questa campagna di informazione – denuncia il direttore generale di Fipe-Confcommercio – non è stata fatta mentre è vero che la legge è iniqua nell?applicazione visto che l?attenzione sulla vigilanza del divieto di fumo non viene rivolta con lo stesso fervore anche per quanto riguarda uffici e aziende».
Ma all?ultimatum del ministro non sono mancate le reazioni anche della politica. Gustavo Selva si schiera senza indugi al fianco del ministro, e anzi rilancia, proponendo che il divieto di accendere sigarette sia esteso anche all? «enorme fumeria» che è il Transatlantico di Montecitorio.
Sul fronte dell?opposizione, invece, i toni sono quelli duri della deputata della Margherita Rosi Bindi, che denuncia «la sorprendente approssimazione con cui il ministro Sirchia sta affrontando l?avvio della nuova normativa».
«Davanti alla nocività del fumo passivo non si può che essere d?accordo con Sirchia», chiosa invece il Codacons che si dichiara pronto a ricorrere al Tar al fianco del ministro della Salute contro i ristoratori che hanno chiesto il rinvio della legge anti-fumo.

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