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4 Gennaio 2010

“Con l’ area sotto sequestro non si può procedere”.

«Con l’ area sotto sequestro non si può procedere». Il responsabile difesa suolo e protezione civile del Genio civile di Salerno ingegnere Antonio Sansone si trova di fronte a un fatto nuovo. Perchè la frana di Amalfi-Atrani, pur non essendo tra le più gravi delle tante accadute negli ultimi anni in Costiera amalfitana, ha provocato un morto e i sigilli apposti dalla magistratura su tutta l’ area, possono rappresentare un freno. Oggi l’ esame autoptico e i primi avvisi di garanzia faranno decollare l’ inchiesta della Procura. E ancora oggi è convocato alla Provincia il tavolo tecnico al quale parteciperanno, con l’ assessore alla Protezione civile Giovanni Romano, i sindaci di Atrani e Amalfi, gli stessi rappresentanti del Genio civile di Salerno (il dirigente è l’ ingegnere Vincenzo Di Muoio), i dirigenti della Difesa del suolo della Regione e il dirigente della Viabilità della Provincia. La proposta dell’ assessore Romano è chiara: chiede alla Regione Campania di trasferire le competenze in materia alla Provincia. «La Provincia – dice Romano – non ha per legge competenze dirette e la Regione in questi anni non ha voluto trasferire tali competenze, commettendo un atto grave ed irresponsabile. Noi, come Provincia, ci candidiamo invece in 90 giorni a raccordarci con i sindaci e l’ Autorità di bacino per individuare i punti più pericolosi della Costiera Amalfitana e a fare i progetti di messa in sicurezza. Alla Regione chiediamo di darci le risorse già destinate a queste problematiche e diamo la nostra disponibilità a farci coordinare da essa attraverso il genio civile e a cofinanziare una parte dei progetti inserendo un’ apposita voce nel bilancio 2010. Vogliamo l’ autorizzazione per poter intervenire e passare così dalle analisi ai fatti. Vogliamo assumerci le nostre responsabilità». L’ idea è la stipula di un protocollo d’ intesa con la Regione per definire le rispettive competenze. Romano assicura di averne già parlato con l’ assessore regionale all’ Ambiente Walter Ganapini, che ha ricevuto anche una richiesta di incontro con tutti i sindaci della Costiera amalfitana. La richiesta è arrivata dal consigliere regionale salernitano Gianfranco Valiante, che aspetta solo la data che sarà fissata dalla Protezione civile per i prossimi giorni. Sullo stesso tono è l’ opinione dell’ ingegnere Sansone, che assicura però che sul masso caduto sul ristorante Zaccaria, a vista, non c’ erano sintomi di crollo e che la Protezione civile da quest’ estate lavorava, oltre che sulla mappatura delle zone a rischio, anche all’ individuazione delle aree non coperte da reti di contenimento. Sul ristorante travolto c’ era la rete, che però si interrompeva proprio a pochi centimetri dalla frana. Sul tragico episodio è intervenuto anche il consigliere regionale del Pdl Pasquale Marrazzo, che sostiene che: «Le responsabilità di quanto è accaduto appaiono evidenti e vanno individuate fuori dalle emotività, con rigore, senza sconti per nessuno, in tempi rapidi e senza condizionamenti, per scongiurare che simili tragedie abbiano a ripetersi per il futuro». Il Codacons chiede alla magistratura di indagare per concorso in omicidio colposo. Il presidente campano Enrico Marchetti dice: «A pochi mesi di distanza dalla frana che ha interessato l’ Hotel Baia di Vietri, si piange la perdita di una vita umana e si sente dire che poteva essere una strage». Anche il Codacons chiede una mappatura seria e annuncia una "class action" per tutti coloro che abitano in zone a rischio in Campania.
 

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