29 Gennaio 2006

Con il viaggio “gratis“ un contratto salato

Gaiarine Pensavano di aver vinto un viaggio gratuito e invece hanno firmato un contratto di acquisto di una vacanza in un complesso a Palma di Majorca del valore di 17.900 euro. E` la vicenda che una coppia di Gaiarine, operaio di 28 anni lui, impiegata di 30 lei, ha deciso di raccontare al Gazzettino: “Lo facciamo – dicono – con l`intenzione di far sapere cosa ci è successo, per avvisare gli altri di tenere sempre gli occhi bene aperti“. Parlano su promessa che i nomi restino riservati, sperano così di tenere i loro genitori all`insaputa della vicenda.L`antefatto: la scorsa settimana la moglie riceve una telefonata. “Una persona tanto gentile – racconta – mi dice che abbiamo vinto un viaggio premio, bastava che domenica mattina ci recassimo in un albergo a Brugnera (Pordenone), a ritirarlo. Ero perplessa, ho ribattutto che nessuno regala niente per niente, ma loro continuavano a insistere, non avrei dovuto firmare nulla nè pagare alcunchè“.Moglie e marito si consultano. Hanno il mutuo per la casa e l`auto da pagare, fanno sacrifici e sacrifici per arrivare a fine mese. Soldi per le vacanze non ce ne sono ed è un qualcosa che pesa loro sull`animo non riuscire a fare un viaggetto con la figlioletta di 6 anni. “Pensando alla bambina – continuano – abbiamo deciso di andare a ritirare il buono. Finalmente potevamo regalarle quella vacanza che non ha mai avuto“. Stando al loro racconto, a Brugnera trovano parecchia gente, invitata come loro, numerosi funzionari gentilissimi che li fanno accomodare. “Tutti gentili e senza destare in me sospetti – prosegue il marito – mi hanno parlato tanto di questa vacanza e di nessuna spesa nei loro confronti“. “Eravamo partiti da casa – prosegue la donna – con la ferma intenzione di non firmare nulla, ma ci hanno talmente frastornato con i loro discorsi che alla fine ho apposto la firma su un contratto. Avevamo addirittura chiesto di consultarci fra noi e di tornare il pomeriggio, l`addetta ci ha risposto che o si concludeva subito o saltava tutto“.Rientrati a casa i due sposi leggono con calma ciò che hanno firmato e il sangue si gela nelle vene: si tratta dell`acquisto del diritto d`uso di una settimana di vacanza all`anno, fino al 2053, in un complesso a Palma di Majorca, costo 17.900 euro, un`iniziativa di una ditta di Vigonza. La moglie non si dà pace, è una cifra impossibile. Dopo una notte insonne, disperata si rivolge al direttore della banca di fiducia. Dopo aver letto le carte, il direttore li indirizza subito all`associazione consumatori Codacons di Pordenone.Lunedì pomeriggio parte la lettera di recesso dal contratto. Martedì sera i due sposi ricevono la visita di un funzionario della ditta, che aveva l`incarico di definire le modalità di pagamento. I due sposi manifestano le loro perplessità, informano che è stata inviata la lettera di recesso e chiedono che il contratto venga annullato seduta stante. Ma l`addetto risponde che non è in suo potere fare una cosa del genere, è la ditta che decide. Riferisce inoltre che essi dovranno sostenere delle spese, circa 365 euro. Marito e moglie sono ben decisi a non tirar fuori neppure un centesimo: non vogliono pagare per esercitare quello che è un diritto fondamentale del consumatore.

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