14 Maggio 2003

«Con il supereuro giù la benzina o sarà boicottaggio»

«Con il supereuro giù la benzina o sarà boicottaggio»


Le preoccupazioni a Bruxelles sulla forza della moneta unica. Solbes: niente esagerazioni nell?impennata del tasso di cambio




Reclamano i dividendi dell?euro forte, le associazioni dei consumatori. E minacciano, come avvenuto ieri, il boicottaggio contro le compagnie che non adeguano il prezzo della benzina ai costi consentiti dal dollaro in caduta libera e dal greggio meno caro. Secondo Intesa, la sigla che riunisce Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, le associazioni petrolifere «intascano dagli italiani 90 milioni di euro in più al mese» perché non hanno allineato il prezzo del carburante alle condizioni di mercato. Che sono migliorate. Con il biglietto verde quasi del 30% meno caro di un anno fa e il greggio rifluito ai livelli dell?estate scorsa (ieri il Brent di Londra ha toccato i 25,25 dollari al barile, in rialzo di 36 cent), per l?Intesa dei consumatori anche la benzina al distributore dove ribassare. Le associazioni dei consumatori vedono il prezzo d?equilibrio a un euro al litro di benzina, circa cinque centesimi sotto il livello attuale. L? Unione petrolieri è invece convinta che le stime dell?Intesa siano basate «su un errore di calcolo» perché, ha sostenuto ieri, il listino alla pompa è influenzato anche da «costi operativi» e di distribuzione.
Certo la moneta europea, in chiusura ieri a 1,1517 sulla divisa Usa, continua a suscitare il malessere dei governi Ue. Ieri a Singapore Gerhard Schröder ha rotto gli indugi e, per primo in Eurolandia, ha lamentato i danni dell?euro forte. «Non è positivo per le esportazioni tedesche», ha detto il cancelliere. Ma già poche ore prima i ministri dell?Economia dell?Eurogruppo, a Bruxelles, avevano fatto i conti con lo stesso dilemma. Decisi a esprimersi sul cambio per non lasciare il monopolio dell?iniziativa in materia alla Banca centrale europea, i Dodici hanno lanciato un messaggio di disagio implicito. Il presidente di turno dell?Eurogruppo, il greco Nikos Christodoulakis, ha ritualmente ripetuto che un euro «forte e stabile» è un fattore positivo. Ma ha anche ammonito che «deve riflettere i dati fondamentali» dell?economia. Dunque, per lui, la rivalutazione non dovrebbe proseguire oltre. E il commissario Ue agli Affari monetari Pedro Solbes ha provato a chiarire: nella correzione del cambio non devono esserci «esagerazioni» ( «overshooting »). Resta da vedere se i mercati capiranno.


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