23 Gennaio 2019

Con il maltempo si riaprono i «rattoppi» e si sbriciola l’ asfalto nelle strade

 

L’ odissea quotidiana prosegue ad ogni ondata di maltempo a colpi di rassegnazione e rabbia insieme di centauri e automobilisti. Con l’ acqua riemergono i crateri dai rattoppi alla carlona in molte strade della Capitale, e tra buche nuove, ri -nate in tut tele salse, avvallamenti del terreno, sampietrini saltati e altre insidie connesse, torna di prepotenza il percorso ad ostacoli sull’ asfalto in ogni quadrante dell’ Urbe. Dissesti a volontà dal centro alla periferia. Veicoli intrappolati in strada, i disagi accumulati a causa dei rovesci temporaleschi non si contano. E il meteo inclemente non fa di certo ben sperare. Sulla via Ostiense si balla oltremodo, con voragini rispuntate ad intermittenza su buona parte del tracciato sotto la pioggia battente. E poi da via Nomentana, ad esempio, alla Prenestina fino alle altre consolari ancora impercorribili, come su altre diverse arterie sempre groviera, da via Merulana a via Boccea e via della Camilluccia e via del Serafico. Con in mezzo il Campidoglio che smentisce la notizia (che già aveva aperto il dibattito) del ricorso a sponsor privati per riparare le buche: «Fake news». Ma a che punto stiamo? L’ assessore ai Lavori pubblici, Margherita Gatta, spinge sull’ acceleratore nell’ anno appena iniziato. «Stiamo ricoprendo moltissime strade: da viale Marconi, via Ostiense fino a via del Foro Italico. Abbiamo lavorato e lo si sta continuando a fare», spiega. Sottolineando che «sono già partite le gare per il rifacimento di via Cristoforo Colombo, via Ostiense, ditorato interregionale ai Lavori pubblici, messa a punto anche per sveltire gli iter. Sul fronte risorse interne, nel bilancio triennale capitolino, al capitolo Infrastrutture, ci sono oltre 150 milioni di euro tra strade, ponti, illuminazione. Resta molto da fare, strade di competenza municipale comprese, laddove lievitano le proteste dei cittadini. Nel recente studio “La sicurezza stradale nella Capitale delle due ruote”, realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo di Aci, che analizza la mobilità di moto e scooter anche attraverso interviste su un campione di oltre 800 conducenti e rilievi dei comportamenti negli incroci più pericolosi, il 98% dei motociclisti intervistati indica proprio (e ancora) le buche come primo fattore di rischio. L’ assessore Gatta insiste sulla programmazione degli interventi, non mancando di puntualizzare che il problema si sia ingigantito «non a causa di un presunta cattiva gestione dell’ amministrazione comunale, ma è una questione che si è creata nel corso di anni di pessima manutenzione». Intanto, continuano a gonfiarsi i risarcimenti richiesti dai romani. Secondo le rilevazioni del Codacons riferite a metà dell’ anno scorso, un’ auto su dieci ha subìto danni dalle buche per un totale provvisorio di 230 mila veicoli, di cui 80mila mezzi a due ruote. E in tanti hanno avviato richiesta di risarcimento peri danneggiamenti al Comune di Roma, che dovrà affrontare una spesa che si aggira all’ incirca su un milione di euro. Dato destinato a crescere oltre. Senza contare le risorse sborsate da ogni Municipio per i danni copiosi da buche accresciuti in alcune aree, come a Roma Nord.

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