Con il bosco api gonfie di miele
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fonte:
- La Nuova Venezia
FAVARO. “Da quando tra Dese e Favaro è stato dato vita al progetto del Bosco, la produzione del miele degli agricoltori di Favaro è raddoppiata“. Un caso? Per nulla – spiega Gino Checchin – responsabile degli apicoltori del veneziano, che sabato scorso si sono riuniti in Municipalità a Favaro per discutere assieme al professor Ricciardelli dell`Università di Perugia, le possibili sinergie fra l`opera di edificazione del Bosco e le potenzialità degli apicoltori locali interessati al progetto di riforestazione. All`incontro hanno partecipato anche il presidente di Favaro Gabriele Scaramuzza e il presidente del Codacons mestrino Franco Conte. La piacevole scoperta dell`aumento della produzione del miele, ha portato, infatti, gli apicoltori a chiedere all`Uffico del Bosco, di prendere in seria considerazione l`idea di seminare nel terreno incolto tra gli alberelli appena piantumati, delle specie dall`alto potenziale mellifero (cariche di nettare) come la facelia (dieci quintali per ettaro) e il trifoglio, che per l`anno prossimo potrebbero avere già dato i loro frutti. “Vorremmo capire – spiega Checchin – quale sia il potenziale mellifero di questo bosco, progettato per replicare l`antico bosco planiziale, quanto miele sia insomma capace di produrre“. Un modo per aiutare gli agricoltori e soprattutto chi integra la sua attività mediante l`apicoltura, e per far crescere il bosco velocemente. “La Facelia – spiega Checchin – come anche il trifoglio ladino, sono erbe che costano poco e danno frutti a breve termine“. Gli apicoltori della zona, insomma, si sono accorti che da quando lungo via Altinia si sta sviluppando il bosco, il miele ha subito un forte incremento. Una risorsa che in molti, con l`aiuto del Comune, sono pronti a sfruttare. Tanto che alcuni di loro si sono resi disponbili a fare una prova: “Se l`amministrazione seminasse prima di Natale delle specie di erbe mellifere, alcuni privati porterebbero le loro arnie nel bosco con la promessa che per l`anno prossimo i bambini che andranno a piantare ad ottobre i simbolici alberelli, potranno mangiare il miele fatto nel bosco di Mestre“. (m. a.).
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