Con i tagli spariscono 48 prime alle superiori
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fonte:
- La Stampa
Il fax è arrivato mercoledì pomeriggio, suscitando nei dirigenti scolastici sentimenti come depressione, rabbia, imbarazzo. La sintesi del contenuto: altri tagli. Una classe prima da eliminare in 48 scuole superiori (entro le 14 di ieri). Perché sia accaduto – e perché, forse, accadrà ancora – lo spiega il provveditore Alessandro Militerno, autore della comunicazione. «Soffro anch’ io dice -, ma non posso far altro. Quel che il Piemonte doveva avere, ci ha detto il direttore regionale De Sanctis, l’ ha avuto. Al 14 giugno avevamo autorizzato 6.729 cattedre, dobbiamo arrivare a 6.224. Dopo questi 48 tagli faremo il punto. Se non ce la faremo, chiederemo altri sacrifici». Ancora Militerno: «Le norme dicono che il numero degli iscritti in prima va diviso per 27, e non importa se la scuola ha più indirizzi. Ogni classe costa 55 mila euro l’ anno: al ministero sono state impartite disposizioni precise e chi sbaglia i conti dovrà pagare». Dividendo per 27, però, le classi si gonfiano a 30, 32 o più studenti e i parametri di sicurezza non vengono rispettati. Il Codacons ha promosso una class action contro le «classi pollaio». Ma Militerno è scettico: «Capita anche che i presidi dichiarino più studenti di quanti poi ne abbiano a settembre…». L’ assessore all’ Istruzione della Provincia Umberto D’ Ottavio, che dell’ edilizia delle superiori è responsabile, replica seccamente: «Sono anni che chiediamo ai presidi di non accettare più iscritti di quelli che avevano l’ anno precedente perché le aule non sono di elastico e i parametri di sicurezza non sono un optional. Come faremo entro settembre ad adeguare le aule che dovranno accogliere anche gli studenti a cui viene negata la classe?». Enzo Pappalettera, Cisl Scuola: «Questi tagli entrano nella carne viva. Nelle superiori della nostra regione non ci sono più sprechi da anni e devono prenderne coscienza il Miur quando distribuisce le risorse, la Regione, l’ opinione pubblica». Tommaso De Luca, presidente dell’ Asapi, l’ associazione delle scuole autonome: «Alzare i numeri degli studenti? A che scopo? Siamo pieni di norme che ribadiscono la responsabilità personale, perché mettersi nei pasticci? Poi, i modi per controllare ci sono. Piuttosto sarebbe ora di riflettere sulla didattica: è questa che viene messa in discussione con classi di 32 studenti». Nelle 48 scuole che hanno ricevuto il fax ieri è stata una giornata di stress. Franco Francavilla, preside del Plana: «Non è mai successo che l’ organico sia rimaneggiato dopo che il sistema informatico del Miur l’ ha accettato. Qui abbiamo 10 prime e tre indirizzi su due sedi. Siccome siamo l’ unico istituto per odontotecnici in un vasto territorio, questi corsi non possono essere toccati. Risultato: spartiranno i manutentori nella sede di Vallette, un presidio scolastico che ha una funzione anti-dispersione». Maria Torelli, preside del Regina Margherita (al Darwin al tempo della tragedia) spiega: «In corso Caduti sul Lavoro le aule contengono 22 banchi, non uno di più: dovremo dire no a chiunque ci chieda l’ iscrizione dopo essere stato bocciato altrove. L’ alternativa è mandar via i nostri bocciati». Il sacrificio di una prima è stato chiesto a tutti e tre i licei artistici. Beppe Bertero, preside del Cottini: «Risolverò i problemi allargando le classi con allievi disabili. E il 25˚ allievo nelle aule di discipline pittoriche o plastiche lo metterò in corridoio». Al Passoni, Paola Ravetti ha respinto la richiesta: «Attiviamo il liceo musicale, ho spiegato, e quindi non possiamo tagliare nulla». In via Coazze, però, non ne sembrano convinti. «Richiesta di mantenimento» è stata anche la replica di Sally Paola Anselmo, preside del Baldessano Roccati di Carmagnola, 5 tipi di corsi. «I nostri ragazzi arrivano da 40 diverse località e non hanno alternative. Non possiamo disincentivare i ragazzi dall’ andare a scuola». «Frastornata» si definisce Maria Clelia Zanini, preside del Cavour. «Per l’ utenza non ci saranno contraccolpi – spiega -, ma così avremo classi più numerose e soprannumerari». I PRESIDI «Così avremo 32 allievi per aula e la didattica perderà ancora qualità» L’ ASSESSORE «Non ce la faremo entro settembre ad ingrandire le aule»
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