6 Marzo 2013

Con i soldi freschi pagava gli interessi

Con i soldi freschi pagava gli interessi

 

 

JOLANDA DI SAVOIA. E’ dall’ 1 febbraio scorso che non si vede più in giro come era solito fare. Raffaele Mazzoni, l’ ex promotore finanziario del Gruppo Mediolanum, quel giorno ha deciso di lasciare Jolanda e ora si trova in una località segreta (soltanto forze dell’ ordine e autorità giudiziaria ne conoscono il nome). Scelta frutto anche delle pesanti minacce di cui Mazzoni è stato destinatario da quando la sua fuga è diventata di dominio pubblico. Atti intimidatori e minacce palesi che avrebbero “raggiunto” Mazzoni anche nelle ultimissime ore. Da quell’ 1 febbraio Jolanda è piombata in un’ atmosfera cupa: sono numerosissimi i residenti, infatti, che si sono rivolti a Codacons, Adusbef e Federconsumatori. Le associazioni stanno organizzando singoli incontri con i risparmiatori che hanno affidato i loro risparmi all’ ex promotore. (m.puli.) di Marcello Pulidori wJOLANDA DI SAVOIA Con i soldi freschi, che molti clienti addirittura gli consegnavano per strada e senza ricevere documenti-ricevuta, pagava gli interessi a coloro ai quali li aveva promessi. La Guardia di Finanza sta faticosamente ricostruendo l’ attività ultradecennale di Raffaele Mazzoni, l’ ex promotore finanziario del Gruppo Mediolanum fuggito prima da Jolanda poi da Ferrara e resosi irreperibile dall’ 1 febbraio. In questo modo, mostrando di essere in grado di pagare interessi fino al 7/8%, Mazzoni ha costruito e fidelizzato la propria clientela, forte anche del fatto che tra i risparmiatori truffati ci sono – come ricordato in altre occasioni – anche suoi stretti parenti. Un circolo vizioso di ricevute mancanti e banconote “non giustificate” che con ogni probabilità consiglieranno a Mazzoni di tornare mai più a Jolanda. Il paese è piccolo e le voci si rincorrono, spesso non soltanto quelle negative. “Se anche dei parenti gli hanno dato dei soldi da investire, certamente non li trufferà. E quindi non trufferà noi”. Un teorema che corre sul filo della logica, ma che purtroppo non è stato applicato al “caso Mazzoni” il quale, quando si è trattato di svolgere in maniera piuttosto spericolata la sua attività di raccolta risparmio, non ha guardato nè a parentele nè ad amicizie. Mazzoni non è lontano da Ferrara: secondo fonti vicine ai suoi legali, si troverebbe infatti in una località che dista circa 1 ora di auto dalla città estense. E’ a piede libero, indagato per appropriazione indebita e truffa e “deve” presentarsi al nucleo di polizia giudiziaria della Finanza ogni qualvolta c’ è bisogno di un incontro chiarificatore. Si tratta dell’ ormai noto calendario di incontri messi in programma con gli esperti della Finanza. Mazzoni, che teme ancora per la incolumità sua e dei propri familiari, starebbe collaborando e non sarebbe in possesso di grosse somme di danaro. Anche per questo non si è allontanato di molto (si era parlato addirittura di Brasile), restando così a disposizione degli inquirenti. Il lato negativo della medaglia è dato dal fatto che la ristrettezza di quanto posseduto dall’ ex broker non rende possibile risarcire i suoi numerosi clienti (oltre 1.500). Da valutare anche il volume d’ affari che Mazzoni gestiva. Una nota va poi fatta sugli interessi che l’ ex promotore finanziario prometteva. «Quando si arriva a promettere l’ 8% di interessi è segno che qualcosa nel meccanismo di raccolta risparmio inizia a scricchiolare», hanno detto molti esperti del settore. Insomma, servirebbe maggiore avvedutezza anche da parte di chi dà il denaro. Certo è che potrebbero servire anni per capire esattamente cosa è avvenuto, definire gli eventuali reati, verificare denuncia per denuncia (quelle dei risparmiatori) e vedere se il tutto avrà un seguito giudiziario. La Finanza sta coordinando in questo momento gli incontri con l’ ex promotore; poi, una volta raccolta l’ intera documentazione relativa ai soldi ricevuti dai clienti, tutto verrà chiaramente “girato” all’ autorità giudiziaria. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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