12 Maggio 2008

Con i redditi on line smascherati i furbi

Dopo la pubblicazione su internet dei redditi degli italiani si è scatenato un vero putiferio assolutamente ingiustificato. Io sono fra quelli favorevoli alla pubblicazione e diffido quindi il Codacons o altri organismi simili a intraprendere, in mia vece, cause o battaglie contro il ministero delle Finanze. In un Paese moderno tutti devono sapere, e in che misura, chi contribuisce con le trattenute e le tasse alle spese del bilancio statale. Un po` mi vergogno dell`esiguità del mio reddito a paragone della sfacciata ricchezza di molti (in fondo dopo 40 anni di lavoro come metalmeccanico non potevo certo aspirare a una pensione più cospicua!) ma mi vergogno anche dell`esiguità dei redditi denunciati da professionisti, con studi e uffici ben avviati, commercianti, consulenti, amministratori ecc… Mi sono sbagliato, sono loro che dovrebbero vergognarsi, non io. Qualcuno ha ipotizzato che questa pubblicazione dei redditi avrebbe innescato fra i cittadini invidie, rancori o odio; certamente non si può amare chi, nascondendo i propri redditi, non paga la mensa scolastica, usufruisce dell`assistenza gratuita, ti supera nei concorsi, non paga la retta universitaria, viaggia sui mezzi pubblici con biglietto ridotto, ha diritto all`asilo pubblico per i figli… e chissà di quante altre agevolazioni usufruisce.

Antonio Pareto

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