Comuni, niente rimborsi Tari in autotutela
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fonte:
- Italia Oggi
Niente rimborsi Tari in autotutela. I comuni non potranno provvedere a restituire d’ ufficio le somme pagate in più dai contribuenti a causa della illegittima applicazione alle pertinenze della quota variabile della Tariffa rifiuti. Così ha deciso la Corte conti Lombardia che, rispondendo a una richiesta di parere del comune di Milano, ha chiuso le porte ai rimborsi automatici. Nella delibera 139/2018, i giudici contabili non hanno voluto interferire sui contenziosi di competenza di altre giurisdizioni (amministrativa o tributaria), che potrebbero sorgere tra i comuni e i contribuenti, e hanno deciso, ritenendo inammissibile la richiesta di parere di palazzo Marino, di non entrare a gamba tesa nell’ attività gestionale dei comuni. Il risultato pratico di questa pronuncia è però che ora dovranno essere i cittadini ad attivarsi con le richieste di rimborso presentando una un’ istanza al comune nella quale indicare le pertinenze da considerare, per poi procedere, dopo 90 giorni, ad una successiva proposizione dei ricorsi. A decidere sulla possibilità di essere rimborsati o meno saranno quindi i giudici chiamati a pronunciarsi sui ricorsi che verranno presentati dai cittadini nelle opportune sedi giudiziarie. In ossequio alla decisione della Corte, il comune di Milano ieri ha annunciato di aver informato le associazioni dei consumatori (Adiconsum Milano metropoli, Adoc, Confederazione cittadinanza consapevole, Federconsumatori Milano e Lombardia, Movimento difesa del cittadino, Codacons e Unione nazionale consumatori) che non vi potranno essere rimborsi automatici. Ma per venire incontro alle esigenze dei contribuenti, palazzo Marino ha predisposto un modello di istanza, scaricabile dal sito internet del comune (www.comune.milano.it) a partire dalla prossima settimana. In alternativa i contribuenti potranno rivolgersi alle associazioni dei consumatori che collaborano con il comune a questo scopo. «L’ unica via percorribile, dopo il parere della Corte dei Conti, è l’ invio di un’ istanza da parte dei cittadini», ha osservato l’ assessore al bilancio Roberto Tasca. «Incontrando le principali associazioni dei consumatori ci siamo impegnati a confermare la volontà del comune di rimborsare chi ha pagato quote non dovute e di informare i cittadini sulle modalità per presentare l’ istanza nel modo più corretto. Con le associazioni abbiamo trovato una collaborazione che va in questa direzione, salvaguardando il rispetto dei diritti dei cittadini e le responsabilità economiche dell’ ente, che non possono essere trascurate». Nella delibera, i giudici contabili lombardi hanno sancito anche un altro importante principio: i fondi per il pagamento dei rimborsi della quota variabile Tari non dovuta potranno essere coperti con le entrate ascrivibili alla fiscalità generale (si veda ItaliaOggi del 1° giugno). Nel ribadire che «il piano finanziario della Tari deve assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio», la Corte conti Lombardia ha chiarito che il piano finanziario deve tenere conto dei crediti inesigibili vantati dal comune, ma «non necessariamente anche delle quote di rimborso dei tributi che in ragione dell’ esercizio del potere di autotutela si ritengono non più dovuti». La conseguenza è che, qualora il comune dovesse avviare una procedura di rimborso della quota variabile applicata, questa non dovrà necessariamente trovare integrale copertura nel piano finanziario della Tari come «costo del servizio», bensì «in entrate ascrivibili alla fiscalità generale».
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