31 Gennaio 2018

Il Comune ha un piano: telecamere in grado di scoprire, attraverso la targa, i mezzi non in regola con le emissioni

 

LO STOP PADOVA «Servono, servono perché la situazione non è semplice», parola di Arturo Lorenzoni, vicesindaco di Padova e assessore alla Mobilità. Quelli che servono, invece, sono i blocchi e le limitazioni al traffico, imposti a partire da ieri mattina per far fronte ad una situazione di inquinamento atmosferico da mettersi le mani nei capelli. Una situazione che peggiora, complici gli oltre dieci giorni di sforamento delle polveri Pm10 in città, e che ha costretto palazzo Moroni a far scattare il semaforo rosso anche per 66 mila veicoli alimentati a gasolio, diesel Euro 3, e senza le deroghe per le auto storiche. A vigilare l’ accesso sono stati gli agenti della polizia municipale che però, in un futuro prossimo, potranno trovare man forte nelle telecamere. «Potrebbe essere che, nei prossimi anni, vengano utilizzati i varchi elettronici per far rispettare i limiti imposti – ha annunciato infatti il vicesindaco Lorenzoni . Con la fotografia della targa si potrebbe risalire anche all’ immatricolazione della macchina e così colpire con multe chi non rispetta i blocchi e si avvicina lo stesso alla zona rossa nonostante stia utilizzando un veicolo rientrante nella categoria soggetta a limitazioni. Perché l’ argomento in questione è serio e va affrontato in maniera seria». A parlare sono i dati stessi dell’ Arpav e di Legambiente. che nel rapporto Mal’ aria presentato nei giorni scorsi a Bruxelles (dove l’ Italia è stata convocata per mettere rimedio alla situazione dell’ inquinamento atmosferico sopra i limiti in trentanove città) hanno messo in mano a Padova (zona Mandria) la palma di aria peggiore del Veneto nel 2017, piazzando la stessa area della città del Santo al quarto posto nella classifica delle città italiane più inquinate. E Padova è finita anche nel mirino di Codacons, che ha annunciato un esposto in Procura per il superamento dei livelli di Pm10 nell’ aria (fissato in 50 microgrammi per metro cubo), arrivando a chiedere alla Prefettura anche il commissariamento della giunta di Palazzo Moroni per le mancate misure intraprese nel 2017 quando ormai era chiaro che la situazione stesse degenerando. «I dati che c’ erano diventavano via via più allarmanti – spiega Chiara Gallani, assessore all’ Ambiente del Comune – Questo è il primo blocco da allarme rosso dell’ anno, e continuerà finché non ci sarà un bollettino di rientro dell’ Arpav. Quando? Aspettiamo il bollettino di giovedì e valuteremo la situazione». Intanto ieri nessuna stangata da parte della Polizia municipale in occasione dell’ entrata in vigore dello stop agli Euro 3 diesel. Dalle 10 alle 18, infatti, i vigili hanno effettuato 250 controlli, dai quali è risultato che la stragrande maggioranza degli automobilisti si è adeguata al nuovo divieto. A fine giornata, infatti, le multe elevate sono state appena cinque. Oggi si replica. Dalla Polizia municipale, infatti, si fa sapere che ci sarà un’ intensificazione dei controlli. L’ obiettivo è quello di disincentivare i cittadini all’ uso di mezzi inquinanti. Nicola Munaro Alberto Rodighiero © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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