4 Giugno 2013

Comune insolvente, l’ Acea tratta soltanto coi cittadini

Comune insolvente, l’ Acea tratta soltanto coi cittadini

 

Per Santa Palomba proposti singoli contatori per ogni condominioDA VENT’ ANNI IL QUARTIERE È SENZA ACQUA POTABILE IL SERBATOIO IDRICO FINITO DA MESI È IN ATTESA DI COLLAUDO POMEZIA Non c’ è pace per le 850 famiglie di Santa Palomba, il quartiere di Pomezia a ridosso della stazione ferroviaria. Da 20 anni senza acqua potabile, ma solo con quella dei pozzi dei cantieri, circa un anno fa avevano sperato di riuscire a bere l’ acqua del rubinetto, dopo la fine dei lavori della torre piezometrica. Il serbatoio idrico aspetta ancora di essere collaudato e non è dunque entrato in funzione, lasciando i residenti con l’ acqua dei pozzi. Intanto Acea Ato 2 aveva più volte sottolineato la propria disponibilità a fornire l’ acqua, ma stipulando i contratti direttamente con i cittadini e non con il Comune che ha accumulato con il gestore circa 6 milioni di debiti di fatture non pagate, come confermano dalla stessa concessionaria. Ora però a favore delle 850 famiglie è intervenuto il Codacons chiedendo l’ allaccio dell’ acqua potabile. «Il collaudatore, scelto 10 anni fa secondo capitolato d’ appalto, ha chiesto al Comune altri documenti – ha spiegato il dirigente comunale ai Lavori pubblici, Renato Curci – stiamo valutando se inviarglieli. Intanto Acea Ato 2 ha fatto due proposte ai residenti. La prima è quella di installare un unico contatore per undici palazzi, in attesa che venga messo in funzione il serbatoio. Proposta che già oggi pomeriggio (ieri per chi legge ndr) è stata scartata perché svantaggiosa. L’ altra, che comunicherò domattina (oggi) agli amministratori degli stabili – ha proseguito il dirigente – è quella di installare i contatori nei singoli palazzi in modo da erogare in tempi brevi l’ acqua direttamente dall’ acquedotto di Roma, in attesa del collaudo del serbatoio. Questo però potrebbe provocare problemi di pressione negli appartamenti ai piani alti in alcune ore del giorno. Per questo – ha concluso Curci – chiederò un incontro con gli amministratori dei condomini. Il problema della pressione potrebbe essere risolto con la realizzazione di un’ autoclave che consiglierò poiché purtroppo i tempi del collaudo non si preannunciano affatto brevi. Visto il debito del Comune con Acea, è giusto che questa stipuli i contratti direttamente con i cittadini». Moira Di Mario © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox