Comune, impasse giunta si apre il caso Frongia slittano le prime nomine `
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fonte:
- Il Messaggero
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al lavoro per chiudere la squadra: dubbi sul ruolo di capo di gabinetto
all’ ex consigliere. fitch: «ora stop incertezza politica»
interrogazione di augello al ministro madia: «l’ incarico al dirigente a
rischio di nullità» salta anche la firma per il nuovo portavoce
LA GIORNATA La giunta che non si chiude, le prime nomine che slittano: Virginia Raggi prova a serrare le fila, ma non mancano le difficoltà. Ieri doveva essere il giorno dei decreti per il portavoce (Augusto Rubei) e il capo di gabinetto Daniele Frongia. Ma proprio sul ruolo di quest’ ultimo è già scoppiato un caso. A tirarlo fuori è il senatore Andrea Augello (ex Ncd ora nel gruppo Idea) con tanto di interrogazione al ministro Marianna Madia. La nomina di Frongia, laureato in Statistica e dipendente dell’ Istat, sarebbe «un atto amministrativo su cui pesa un forte pregiudizio di nullità». Perché? La legge Severino, scrive Augello, «impedisce alle amministrazioni di nominare dirigenti ex consiglieri comunali o consiglieri in carica nel Comune interessato». Deve almeno passare un anno. La pratica è scoppiata nelle mani del M5S che ha chiesto anche un parere legale spiegando che l’ incarico è «conferibile» in quanto fiduciario del sindaco. Tesi che non convince Augello che nella sua interrogazione insiste: «Il trattamento economico è equiparato a quello dei dirigenti per un totale circa di 180.000 euro ed è regolato dello Statuto del Comune». Di fatto la nomina di Frongia, fedelissimo della Raggi, per il momento è saltata e finirà sul tavolo della Madia. LO SCOGLIO E non è l’ unico dei problemi per il sindaco pentastellato. C’ è da completare il difficile puzzle della giunta. Motivo anche del vertice di ieri pomeriggio in Campidoglio con il mini direttorio romano. Sono saltati i nomi di Antonio Blandini alle partecipate (accusato dal Codacons di avere avuto delle responsabilità nella gestione della Cassa di risparmio di Ferrara), di Donatella Visconti, già vicino alla destra e ai vertici di Banca Impresa Lazio, in passato attaccata dal M5S in Regione. Scendono anche le quotazioni di Daniela Morgante, viceprocuratore della Corte dei conti, che a fronte di un curriculum prestigioso paga per una certa parte del M5S il fatto di essere stata assessore al Bilancio con Ignazio Marino. Si era fatto il suo nome per i conti, dopo il no di Marcello Minenna (Consob). E così ieri Raggi ha riunito nel quartiere generale del M5S, una sorta di Campidoglio 2, metà giunta, o meglio chi le ha detto di sì: Andrea Lo Cicero, Paolo Muraro, Luca Bergamo, Flavia Marzano. Paolo Berdini è stato sentito al telefono. In compenso è arrivato l’ incoraggiamento di Fitch. Per l’ agenzia di rating ora vi sono meno incertezze, per via di una maggioranza schiacciante, ma «dovrà affrontare lunghe sfide per aumentare le entrate e riformare le aziende pubbliche». E per iniziare dovrà partire dalla squadra. Simone Canettieri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
simone canettieri
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