29 Febbraio 2016

Comune e Codacons ai ferri corti sull’ acqua

Comune e Codacons ai ferri corti sull’ acqua
dopo l’ esposto dei consumatori arriva la controquerela

Rosario Stanizzi SELLIA MARINA È scontro aperto tra l’ amministrazione comunale di Sellia Marina e il presidente regionale del Codacons, Francesco Di Lieto. Dopo che il legale dell’ associazione dei consumatori ha annunciato di avere presentato una denuncia per la mancata informazione sulla presenza di arsenico nell’ acqua di alcuni quartieri selliesi, è il sindaco della cittadina, Francesco Mauro, ad annunciare una controquerela. Mauro ha, infatti, reso noto la volontà di dare «mandato ai legali per valutare se ci sono gli estremi per avanzare querela nei confronti dell’ avvocato Di Lieto per procurato allarme, diffamazione, nonché valutare eventuali danni di immagine per la comunità di Sellia Marina». Il primo cittadino contesta all’ esponente del Codacons di «diffondere notizie spesso ingannevoli e fuorvianti, frutto di proprie convinzioni, senza conoscere realmente le problematiche se non per sentito dire o apprese da organi di stampa o carpendo a destra o a manca qualche spunto». In questa direzione Mauro ha ricordato il sospetto inquinamento in mare avvenuto l’ estate scorsa in località Ruggero. Nel ribadire che la «problematica interessa una limitata parte di cittadinanza ed è attenzionata e monitorata dagli organi competenti», il sindaco so stiene che «Di Lieto, addirittura, lancia sospetti, senza motivazione alcuna, che la presenza di arsenico oltre i limiti di legge possa ascriversi alla presenza del sito “San Simone”, che tanti anni orsono, è stato utilizzato come discarica; sito che si trova a un raggio di distanza di oltre un chilometro e mezzo dalla fonte di approvvigionamento in suolo più vicina. Così come dice il falso – prosegue il primo cittadino- quando afferma che non è stata rispettata la procedura di legge rispetto all’ emissione dell’ ordinanza di inibizione dell’ acqua per uso potabile per la concentrazione di arsenico oltre i limiti di legge o, ancora allorché accusi il sottoscritto di avere emesso l’ ordinanza di non potabilità dopo presentazione di sua denuncia; o disconosce o, volutamente, non fa riferimento alla precedente ordinanza».

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