Comunali di maggioranza presenti, avevano la testa da un`altra parte
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fonte:
- Il Messaggero
Comunali di maggioranza presenti, avevano la testa da un`altra parte. Il pensiero e gli scambi di opinioni durante il buffet, andavano al consiglio comunale di questo pomeriggio, quando si dovrà esprimere il voto sul piano del San Bartolo. Sull`Interquartieri aleggiava un certo timore di non avere i numeri per far passare il piano e si faceva la conta dei consiglieri, tenendo conto della probabile assenza di un membro del Pd. La matassa non è semplice da sbrogliare per Ceriscioli, alle prese questa volta, non solo con l`ala sinistra, ma anche con il Partito democratico. L`escamotage del voto in ordine sparso, che è stato concesso ai consiglieri ulivisti sull`emendamento della concessionaria di Cattabrighe, e su via Palmanova con la proposta di meno case e più parcheggi, potrebbe bastare per blindare il sì sul Parco. Di sicuro c`è che l`opposizione non porgerà l`altra guancia al sindaco, nonostante qualcuno abbia fatto, in settimana, qualche fuga in avanti. Ora sono compatti e forse non presenteranno nemmeno il maxi-emendamento di azzeramento su Siligate, Cattabrighe e via Palmanova per non condizionare in alcun modo la scelta di bocciare il Piano. Ma sembra quasi sicuro che l`appoggio a Ceriscioli lo daranno due consiglieri che ancora, ufficialmente, fanno parte della minoranza. Il parere positivo dei Riformatori per Pesaro potrebbe davvero risultare decisivo per una maggioranza che, ormai dal bilancio di previsione di febbraio, non era più abituata a raschiare il barile. Con o senza l`aiuto del duo Rossi-Giorgi, il Pd non potrà guardare più a sinistra e dovrà farcela da solo, in quanto sembra esserci un`intesa dei partiti della “Cosa Rossa“, per astenersi dal voto. Troppe criticità sul metodo, che dà competenze urbanistiche al Parco, togliendole al consiglio comunale, da parte di Rc e Verdi, per dare un parere positivo. Ma c`è un altro aspetto che non va sottovalutato: all`Ente Parco sembra che non vedano di buon occhio tutte queste modifiche urbanistiche condizionate più da giochi politici che da scelte di contenuti e potrebbe anche succedere che quest`accordo “non s`ha da fare“. Se così fosse, resterebbe buona tutta la parte vincolistica, che lascerebbe immutato il 99% del Piano, ma sarebbe il Comune a riappropriarsi della parte urbanistica. I più contenti di un accordo sfumato, sarebbero proprio i partiti dell`ala sinistra.
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