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8 Maggio 2016

Comunali: Codacons, memoria ministero Interno al Tar su data

Comunali: Codacons, memoria ministero Interno al Tar su data

ROMA
(ANSA) – ROMA, 8 MAG – Il ministero dell’Interno si difende dalla “richiesta avanzata dal Codacons al Tar del Lazio di posticipare le elezioni comunali del prossimo 5 giugno”. Lo afferma la stessa associazione dei consumatori, spiegando che “con una memoria depositata in questi giorni al Tar, infatti, il ministero ha chiesto ai giudici amministrativi di non accogliere il ricorso con cui l’associazione dei consumatori chiedeva di spostare la data delle elezioni amministrative al 12 giugno al fine di consentire una più ampia partecipazione di cittadini, considerate le partenze legate al ponte del 2 giugno”. “Ma nella sua memoria – scrive il Codacons – il ministero riporta delle tesi alquanto singolari, per non dire assurde. Alla base della decisione con cui Alfano ha individuato la data del 5 giugno per le amministrative, vi sarebbe infatti la necessità di favorire i cittadini di religione ebraica. Si legge nella memoria del dicastero depositata al Tar: ‘la data del 5 giugno è stata scelta per consentire anche ai cittadini italiani di religione ebraica di poter esercitare l’elettorato attivo, che viceversa non avrebbero potuto esercitare se le elezioni si fossero tenute il 12 giugno, in cui ricorre una loro importante festività religiosa, lo Shavuoth, durante la quale, come noto, tali cittadini non possono scrivere'”. “Giusto agevolare il voto in favore dei cittadini di religione ebraica – prosegue il Codacons – ma, a questo punto e considerato il fattore religioso individuato dal Ministero, la scelta di indire le elezioni domenica 5 giugno appare comunque errata: per i cristiani, infatti, la domenica è come noto il giorno da dedicare al riposo, e l’impegno delle urne potrebbe ledere tale fondamentale principio”, spiega il Presidente Carlo Rienzi, candidato a sindaco di Roma. “Ancor più grave poi la parte della memoria relativa al mancato accorpamento tra elezioni e referendum sulle trivelle, da cui si evincerebbe come le liste sarebbero avvantaggiate da una riduzione del corpo elettorale. Si legge nella memoria difensiva: ‘Non vanno poi dimenticate le difficoltà organizzative cui andrebbero incontro i comuni e gli uffici di sezione a causa delle diversità dei corpi elettorali posto che mentre per il referendum è previsto per gli elettori italiani all’estero il voto per corrispondenza, per le elezioni amministrative, viceversa, tali elettori devono votare presso il seggio di iscrizione, e quindi devono essere compresi nelle rispettive liste”. Il Ministero dell’Interno, infine, fa i conti sul risparmio per collettività derivante dall’election day, affermando che “se si fosse provveduto all’abbinamento di referendum ed elezioni amministrative si sarebbe potuto realizzare un risparmio valutabile solamente tra i 20 e i 30 milioni di euro”. “Evidentemente per il Ministro Alfano 30 milioni di euro sono pochi spicci – commenta Rienzi – .Per la collettività colpita da sprechi in ogni settore, invece, 30 milioni di euro sono soldi che potevano essere utilizzati per migliorare i trasporti o aggiustare scuole fatiscenti”. (ANSA).

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