Compriamo insieme, spendiamo meno
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
molto attivi i gruppi di acquisto sull’ energia
L’ unione fa la forza. Soprattutto in fatto di risparmio. La propensione al consumo degli italiani sta risalendo dopo gli anni peggiori della crisi. Lo dimostrano i dati relativi alle ultime vacanze di Natale e Capodanno: secondo il Codacons, tra cenoni e regali, è la prima volta dopo otto anni che la spesa complessiva mostra il segno positivo (+3,1%). Eppure siamo tutti più attenti al portafogli e ogni strada è buona per portare a casa un acquisto scontato. Ecco perché non smettono di nascere nuove iniziative di gruppi di acquisto, basate su un concetto semplice: comprando insieme ad altri, si strappa un prezzo migliore. E se prima con questa espressione ci si riferiva soprattutto a quelli “equo-solidali”, legati in modo particolare agli alimenti naturali a km zero, la definizione ormai si è allargata a tante iniziative differenti, sia come promotori sia come categoria merceologica. «Certo la crisi è un driver formidabile di questi fenomeni» spiega Francesca Forno, docente di Sociologia dei consumi all’ Università di Bergamo e autrice di “Il consumo critico”, in uscita a marzo per il Mulino. «Nei Gas solidali, però, meno del 50% dei partecipanti è mosso dalla volontà di risparmiare, quanto da una maggior attenzione verso la filiera dei prodotti. In questi fenomeni più commerciali, invece, la componente del prezzo è determinante». Il funzionamento è semplice: il soggetto promotore, che sia una catena di supermercati o un’ associazione dei consumatori, tratta con un fornitore le condizioni di vendita di un determinato bene, garantendo un numero minimo di interessati. E così facendo, riesce a far pagare un prezzo più basso rispetto a quello proposto a un singolo consumatore. Per aderire, viene sempre fissata una data di inizio e di scadenza delle adesioni. Energia al primo posto. Tra le iniziative più battute ci sono quelle relative all’ energia di casa. Fino al 31 gennaio, ad esempio, ci si può iscrivere al gruppo organizzato da Altroconsumo e dal sito casarinnovabile.it (progetto finanziato dall’ Ue) per comprare una stufa a pellet, testata dall’ associazione. La proposta finale di prezzo dipenderà dalla città e dal tipo di abitazione in cui deve essere installata, ma viene garantito un risparmio medio di 150 euro rispetto al prezzo in negozio. Da tre anni, inoltre, l’ associazione organizza “abbassa la bolletta”, gruppo che dà vita a una vera e propria asta tra fornitori di gas ed energia che propongono il loro miglior prezzo a un gruppo nutrito di acquirenti. All’ edizione 2015 hanno partecipato ben 45mila famiglie che in questo modo risparmieranno in media 100 euro l’ anno per gas e luce rispetto alle tariffe migliori presenti sul mercato libero. Beni di largo consumo. Anche la grande distribuzione ha aperto gli occhi su questa modalità commerciale. Coop, tramite il suo sito cooponline.it, è la più attiva. Da oltre un anno organizza gruppi di acquisto brevi, con solo una settimana di tempo utile per aderire, con cui poi i clienti possono acquistare prodotti di tutti i tipi (smartphone o tablet, elettrodomestici, materassi, bici) a un prezzo concordato. I beni si possono ritirare presso i punti vendita o ricevere a domicilio, pagando però in anticipo con carta di credito. Gruppi “a tema”. Il bello di queste iniziative, però, è che non nascono solo se dietro ci sono grandi attori del commercio. È sufficiente mettere insieme persone che nutrono un interesse comune. E addirittura alcuni gruppi di acquisto sorgono dentro i forum di internet. Prendiamo il sito Miui.it, che raccoglie gli appassionati di questo particolare software “open source” che fa girare cellulari Android. Spesso succede che i gestori del forum contattino alcuni tra i principali rivenditori on line del settore e riescano a strappare sconti interessanti, a patto di garantire un numero minimo di acquirenti. Lo stesso succede per l’ abbigliamento. Il sito Stiletico riunisce una comunità di consumatori attenti ai capi prodotti al 100% senza il coinvolgimento e l’ uso di pelle animale né di suoi derivati. Ha appena aperta un gruppo di acquisto con cui è possibile comprare, con il 25% di sconti, t-shirt e piumini Quagga, marchio torinese “eco-responsabile”, primo in Italia a dichiarare una filiera certificata Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale) per la confezione di tessuti e accessori completamente riciclati. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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