Compravendite come 30 anni fa
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Massimo Frontera Mercato immobiliare sempre più vicino alla paralisi. Il numero più impressionante, fra quelli diffusi ieri dall’ osservatorio dell’ Agenzia delle Entrate a consuntivo del 2012, è quello delle compravendite di case: 444mila, cioè poco più dei 430mila rogiti del 1985. Di fatto, il mercato è tornato bruscamente a quasi trent’ anni fa. Un record negativo cui si aggiunge una valanga di segni meno che non risparmia niente e nessuno: valori, mutui, scambi di immobili di ogni tipo, in qualsiasi città e macro area. Rispetto al 2011, gli scambi di case sono diminuiti del 25,8%, con un’ accelerata bruciante negli ultimi tre mesi dell’ anno: -30,5% rispetto al IV trimestre 2011. L’ intero mercato immobiliare nel 2012 ha contato 993.339 transazioni, quasi 330mila unità in meno rispetto al 2011, pari a un calo del -24,8% in un anno (e 29,6% nel quarto trimestre). Come si diceva, la gelata ha riguardato ogni segmento: capannoni (-19,7% nel 2012; -17,1% nel IV trimestre), negozi (-24,7% nel 2012; -23% nel IV trimestre), uffici (-26,6% nel 2012, -25,6% nel IV trimestre). Crolla il valore dei mutui: 19,6 miliardi erogati nel 2012, pari al -42,8% rispetto ai 34,3 miliardi del 2011. E si abbatte il numero delle case acquistate con mutuo: 155.466 nel 2012 contro le 253.405 del 2011 (-38,6%). Cala anche, del 23,4%, il numero delle vendite di nuda proprietà (23.606 nell’ intero 2012). Rispetto al primo semestre dell’ anno, scendono i valori immobiliari nelle principali città (senza però distinguere tra prezzi del nuovo e dell’ usato): dal timido +0,2% di Verona si sprofonda al -4,1% di Catania. Roma perde lo 0,9%, Milano lo 0,6%, Torino segna -1,7%, Genova arretra del 3,5%. Crolla la spesa per l’ acquisto di case: 74,6 miliardi nel 2012, cioè -26% circa sul 2011, pari a una perdita di oltre 26 miliardi. Aumenta invece – e non di poco – il tasso di interesse medio (sulla prima rata) sui mutui: dal 3,37% del 2011 si sale al 4,25% del 2012. E aumenta del 3% il livello iniziale della rata di mutuo: che arriva a 720 euro. In questo panorama di “macerie statistiche” le eccezioni positive sono rarissime, e sempre accompagnate da una spiegazione che le riconduce al contesto generale. La più vistosa eccezione è quella di Napoli, unica grande città a registrare un forte aumento tendenziale delle compravendite nel IV trimestre (+19,1%). Il “trucco” sta nel fatto che il Comune sta alienendo in massa gli alloggi agli inquilini. In questo panorama, nessuno si sente in grado di immaginare scenari futuri. «Difficile fare previsioni di qualche genere – dice prudentemente Gabriella Alemanno, vice direttore dell’ Agenzia delle Entrate -: ci vorrebbe la sfera di cristallo». Gianni Guerrieri, direttore dell’ Osservatorio immobiliare si sbilancia comunque sul fatto che «il prossimo indice sui valori immobiliari delle case (a cura dell’ Istat, ndr) sarà quasi certamente negativo». Il direttore dell’ Osservatorio immobiliare prevede inoltre che «probabilmente, nelle transazioni che vedremo in futuro assisteremo a una forte contrazione dei prezzi, perché venderà solo chi ha necessità di farlo». Tra le reazioni, Confedilizia, che punta il dito contro gli inasprimenti fiscali, e il Codacons, che chiama in causa anche la restrizione del credito da parte delle banche. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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