12 Febbraio 2014

Compravendita senatori, seconda udienza a Napoli. Spunta nuova inchiesta su altri 10 parlamentari

Compravendita senatori, seconda udienza a Napoli. Spunta nuova inchiesta su altri 10 parlamentari

 da iltempo.com

    
A Napoli oggi è il giorno della seconda udienza del processo sulla presunta compravendita di senatori che vede imputati Silvio Berlusconi e Valter Lavitola per corruzione. Ma è anche il giorno in cui apprende che la Procura avrebbe aperto un secondo filone d’ indagine sulla vicenda che, come noto, riguarda la caduta del governo Prodi nel 2008. Al centro la presunta corruzione del senatore De Gregorio che avrebbe deciso di uscire dall’ Italia dei Valori e di far mancare il suo appoggio all’ esecutivo in cambio di 3 milioni di euro. La difesa ha sempre fatto notare che De Gregorio lasciò l’ Idv ben prima che il suo voto diventasse decisivo per le sorti dell’ esecutivo. Che cadde, al contrario, per il “caso Mastella”. La nuova inchiesta sarebbe volta ad accertare il presunto coinvolgimento di una decina di parlamentari che sarebbero stati disponibili a votare contro il proprio partito in cambio di soldi o altri benefit. I reati ipotizzati, al momento senza indagati, sarebbero il finanziamento illecito e la corruzione, in relazione al il voto sulla sfiducia a Berlusconi – poi andato a vuoto, il 14 dicembre 2010 – e altre votazioni relative alle vicende giudiziarie che coinvolgevano il Cavaliere. Si tratterebbe dei casi Ruby e diritti tv. La convinzione dei magistrati, sostenuta anche dalla testimonianza di Sergio De Gregorio, è che esistesse un vero e proprio sistema di elargizione che ha coinvolto partiti e parlamentari. Anche per questo sarebbe stato acquisito dalle Fiamme gialle l’ elenco dei parlamentari che, nelle diverse occasioni, votarono contro l’ indicazione del proprio partito in commissione e poi in Indagini aula. Le indagini si focalizzerebbero sul ruolo decisivo di quattro deputati di Fli, che si schierarono a favore del Cavaliere e contro l’ indicazione del loro gruppo, guidato da Gianfranco Fini: Catia Polidori, poi nominata sottosegretario allo Sviluppo, Maria Grazia Siliquini, poi designata nel Cda delle Poste, Giampiero Catone, diventato sottosegretario all’ Ambiente, Silvano Moffa, eletto presidente della commissione Lavoro della Camera. Gli accertamenti, affidati al Nucleo di polizia tributaria, puntano a scoprire eventuali collegamenti tra il voto dei quattro deputati e le loro successive nomine. Un altro momento sotto la lente della magistratura riguarderebbe la votazione del 5 aprile 2011, quando la Camera sollevò conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale sul caso Ruby. In questa occasione furono decisivi i voti dei Liberlademocratici Daniela Melchiorre e Danilo Tononi, e quello dell’ ex Movimento per le autonomie Aurelio Misiti. Altra questione è il voto del febbraio 2011 contro l’ autorizzazione a perquisire Berlusconi per il caso Ruby. Fondamentale il voto di altri tre deputati Fli: Roberto Rosso, Giulia Cosenza e Luca Barbareschi. Oggi intanto l’ ex direttore dell’ Avanti Valter Lavitola è presente in aula. L’ udienza di oggi prevede la costituzione delle parti civili, oltre a Codacons e Idv già costituite, tra le quali il Senato della Repubblica, dopo la contestata decisione del presidente Grasso. Berlusconi è difeso dagli avvocati Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, Lavitola dall’ avvocato Maurizio Paniz. Difensore dell’ Italia dei valori, costituitosi parte civile, è Antonio Di Pietro, fondatore ed ex presidente del partito, tornato a indossare la toga, anche se non quella da magistrato. “Apprendiamo con sconcerto che il Tribunale di Napoli, pur di celebrare oggi una nuova udienza nel processo a carico del Presidente Berlusconi, dopo quella già tenutasi ieri, ha rinviato diversi importanti procedimenti, tra cui uno per usura aggravata con circa venti imputati appartenenti a organizzazioni camorristiche, pendente da diversi anni e che proprio all’ udienza di oggi prevedeva l’ esame della parte offesa. Un’ azione, quella del Tribunale di Napoli, che, risultando fuori da ogni principio e prassi di corretta amministrazione della giustizia e mettendo inoltre in secondo piano e a rischio le insopprimibili esigenze di un serio contrasto alla criminalità organizzata e di salvaguardia della sicurezza, suscita dubbi e perplessità sulle motivazioni delle scelte operate. Per dissipare ogni ombra, i Gruppi parlamentari di Forza Italia presenteranno una interrogazione urgente al Ministro della Giustizia”. Questo hanno dichiarato i Presidenti dei Gruppi Parlamentari Fi di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani.

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